
Lamezia Terme - Il titolare della struttura ricettiva, destinataria di un’ordinanza di chiusura nei giorni scorsi perché giudicata fuori norma, spiega la sua versione, sostenendo di non aver mai agito in mala fede. “Sono titolare della struttura ricettiva non imprenditoriale "Casa Due Torri" sita in Sambiase, laureato in traduzione (preciso che attualmente non esercito alcuna professione). Vorrei chiarire la vicenda che mi ha visto interessato martedì 27 scorso. Innanzitutto avevo già chiuso tutte le disponibilità fino al 7 settembre prossimo in quanto sono al corrente dei cambiamenti normativi, che dovrebbero decorrere con maggior “vigore” dal 1° settembre 2019 e che risultano non ancora del tutto chiari in quanto competenti in materia sono Stato, Regioni e Comuni (e ogni ente locale può applicare o meno alcune disposizioni), e sui quali regnano confusione e vuoti normativi (invito chiunque a cercare di districare la matassa, come da mesi provo a fare, confrontandomi anche con tecnici e commercialisti, a meno che non ci si rechi al SUAP, attivo al piano terra del Municipio, come ho fatto stamani 29, dove ho finalmente avuto validi chiarimenti e dritte, trovando disponibilità e competenza (di detto ufficio fino a giugno inoltrato ignoravo l’esistenza per la mia mancanza di informazioni e confusione appena riferite)”.
“È vero – sostiene il titolare - che il 18 giugno scorso, a seguito di un controllo da parte della Polizia di Stato, allertata poiché tre ospiti dello stesso gruppo (di cui 2 regolarmente registrati e una terza persona da loro fatta entrare approfittando di una mia temporanea assenza) litigavano violentemente fra di loro all'interno della struttura, veniva redatto un verbale, da parte dell'Ispettore, sanzionandomi in quanto la stessa non è provvista di Scia”.
Poi aggiunge: “Ho perso 4-5 giorni per riuscire a pagare la somma richiesta: alle Poste nessuno sapeva quale fosse "l'apposito modello", né al Comune, a Equitalia e in banca. Sicché mi reco in totale due volte al Commissariato e nemmeno lì, dove, ripeto, è stato redatto il verbale, sapevano come dovessi pagare! Alla fine, provvede il mio commercialista (presso cui presento regolare dichiarazione dei redditi da quando sono tornato in Italia: anche i disoccupati con proventi occasionali come quelli derivati da locazione breve devono dichiarare), il quale mi ha compilato un F23, che ho provveduto a pagare nella speranza che per la Prefettura U.T.G. vada bene”.
"Fin dall'anno scorso ho prodotto documentazione ai responsabili del Servizio Alloggiati Web facendo presente la partecipazione al bando regionale "Calabria nei Borghi" di cui ancora attendo esito. In una delle comunicazioni facevo presente che la struttura ancora non è un B&B, volendo intendere che la stessa rientra nella categoria di struttura ricettiva non imprenditoriale" e che fa parte della tipologia di affitto breve di appartamenti privati. Aggiungo infine che sono in possesso di un regolare contratto di affitto della struttura, il quale, d'accordo con il proprietario, non mi vieta alcun tipo di sublocazione, e che finora ho gestito la stessa come camere private, tipo buona parte di quelle che si trovano su portali come AirBnb, Booking e analoghi, e per le quali non sono contemplati (sempre secondo quanto si può cercare di capire dalle varie "fonti") tutti gli adempimenti e gli adeguamenti ai quali è tenuto un B&B: in effetti, se il bando (il cui risultato si attende da mesi) dovesse dare esito positivo, gli stessi interventi sono previsti nei preventivi consegnati e potrò quindi aprire una SCIA e denunciare l'inizio attività. In caso di esito negativo, o aggiornerò tutto secondo le ultime disposizioni in materia di locazione breve di appartamenti privati (e per i quali sembra che l'investimento sia di gran lunga inferiore), o dirò per ora addio al mio progetto dal momento che non avrò le disponibilità finanziarie per avviare con le mie sole forze un B&B”.
“Ho cercato fin da subito di muovermi nei limiti dell'onestà e forse ho peccato di ignoranza. Ma da quanto riportato, si tratta di un'ignoranza, o per lo meno di una confusione, abbastanza condivisa e comune. Tanto che l'Ispettore stesso due mesi fa ha ammesso che c'è un vuoto normativo in merito. Vuoto normativo forse colmato dalle nuove disposizioni di cui sono stato edotto al SUAP”.
“Dopo tanti anni di estero, dove ero arrivato a diventare key account manager di un'importante azienda, ho deciso di non essere più contato tra i "cervelli in fuga" e di portare a Lamezia le competenze acquisite puntando sulle bellezze del suo comprensorio e vivendo del mio lavoro senza dover elemosinare un'occupazione, rischiando di essere di nuovo sfruttato. L'estero rimane pur sempre un'opzione, ma lotterò fino alla fine per restare nella mia città, nonostante (o forse per aiutare in qualche modo a risolvere) i garbugli del nostro Paese”.
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