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di Antonio Cannone

Lamezia Terme - Mancano poche settimane al "traguardo" del primo anno di Amministrazione a guida centrodestra. Dopo i ritardi nell'approvazione del Bilancio di previsione, si fa fatica anche a portare in Aula il Rendiconto 2025 che ancora non è passato nemmeno in Giunta. Il sindaco Mario Murone, nonostante il suo “poderoso” staff campione di ovvietà e poco efficace nella comunicazione, brancola nel buio. Colmare le caselle vuote degli assessorati al Bilancio e alle Opere pubbliche, sta diventando da mesi un'impresa improba. Si profila, quasi certamente, anche per l'agognato sì al Consuntivo, l'assenza dell'assessore al ramo, mentre in “agguato” ci sono sempre le risposte da dare alla Corte dei conti. Il sindaco che aveva promesso il "pugno duro" con i partiti della sua coalizione, non riesce a trovare la "quadra" e così i giorni e le settimane passano e il bilancio del primo anno diventa davvero scarno. Fratelli d'Italia, dalle stanze catanzaresi, con la coordinatrice regionale e donna di governo, Wanda Ferro, il nome lo ha fornito da tempo. Cesare Materasso però non piace ai dirigenti lametini, e quindi tutto rimane impantanato. Così come all'interno di "Lamezia Domani", con i nomi di Mimmo Gianturco e Salvatore Vescio che rimangono sul tavolo. Tuttavia, come già ampiamente scritto, "serve" un nome femminile che continua a non arrivare, visto che si tratta di proposte solo maschili. Qualche profilo rosa ci sarebbe pure ma non si trova la sintesi e per il sindaco tutto diventa più difficile. Al momento non sembra esserci alcuna via d'uscita. Addirittura, qualche forza della maggioranza rappresentata in Giunta, aveva anche ipotizzato un "appoggio esterno", consapevole della complessità in cui opera l'Amministrazione. Ipotesi tuttavia che non ha trovato unanimità all’interno dello stesso partito, e quindi è stata accantonata. Ma è indicativa del momento attuale di una maggioranza che già dopo un anno "tira a campare" in attesa magari delle elezioni Politiche verso le quali qualche "guru" nutre ambizioni di rilancio. Rimanendo al governo della città, magari si raccolgono maggiori consensi. Dimenticando che i consensi vanno e vengono, e quindi si possono anche perdere. Soprattutto se i cittadini esprimono un malcontento generalizzato col passare dei mesi.

In tutto ciò, dopo un anno ormai, in città non si è visto nulla di concreto se non l'annuncio di qualche presidente di Commissione su ipotetiche “idee strategiche di rilancio”.  Qualche progetto che sta andando avanti, è frutto delle attività della passata Amministrazione, ma con alcuni finanziamenti già svaniti. Una città per nulla attrattiva, se non solo “casualmente” per turisti che trovano evidentemente voli convenienti avventurandosi per le strade cittadine, vagando senza una meta. Un anno fa la maggioranza uscita vincente dalle urne, ovviamente con il sindaco in testa, faceva proclami sul turismo e sull’accoglienza. Ad oggi nemmeno un sito archeologico risulta aperto da poter visitare. Nemmeno il Bastione, che pure è il meglio conservato, è fruibile ad eventuali visitatori. Una città che invece di fare passi avanti, con questa Amministrazione di centrodestra, sta pian piano diventando divisiva e dove ancora si parla di ex Comuni come di entità autonome. Si parla di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia dimenticando che per legge questi centri non esistono più dal 1968. E che prima di essi esisteva già il popolo dei Lametini.

Una classe politica sempre più inadeguata che rischia di fare danni incalcolabili, invece di promuovere unità e il rilancio della grande Lamezia, taluni “ammiccano” a propositi “separatisti” antistorici per un pugno di voti. Quanta “pochezza!”. Una Lamezia così divisa che non ha peso nelle stanze che contano, non ha peso all'interno della Sacal, pur avendo nel proprio territorio l'aeroporto più importante della regione, fra i 12 scali strategici d'Italia. Un anno di Amministrazione Murone sta causando malcontento anche tra quei cittadini che si erano affidati alla coalizione di centrodestra convinti della "svolta". Nessun cambiamento reale, concreto, evidente. Solo insoddisfazione e un futuro incerto.

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