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Lamezia Terme - Un momento solenne e sentito dalla cittadinanza quello delle celebrazioni del 2 giugno, festa della Repubblica, che compie quest’anno 80 anni dalla sua istituzione. Dopo l’Inno e la deposizione da parte delle Forze dell’Ordine della corona d’alloro sotto la stele ai caduti in piazza 5 dicembre a Sambiase, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, è stata l’assessore alla Cultura Spinelli a introdurre le celebrazioni. “Questo non è solo un giorno di festa ma il giorno della nascita della nostra moderna civiltà”, ha sottolineato l’assessore, “Il giorno in cui il popolo italiano ha fatto una scelta di libertà e di pace, ma anche il giorno del suffragio universale, in cui le donne italiane sono diventate anche cittadine italiane. Come ci ricorda il presidente Mattarella, la democrazia e la libertà non sono conquiste che una volta acquisite diventano stabili nel tempo, ma vanno professate ogni giorno. E la libertà si professa ripudiando la guerra e ogni forma di violenza. La cultura è la spina dorsale di ogni democrazia, attraverso di lei riconosciamo quali sono i nostri diritti e doveri, e non esistono libertà e democrazia se non si professa la cultura della pace”. 

A seguire i discorsi dell’onorevole Furgiuele, che si è soffermato in particolare sulle morti sul lavoro e sulla “necessità per chi opera nelle Istituzioni di recuperare un alto senso dello Stato”, e del vescovo Monsignor Parisi, il quale ha posto l’accento sulla “forza del vangelo che pone al centro l’attenzione alla persona, da realizzarsi solo nella pace, un bene da conquistare ogni giorno attraverso le nostre scelte e i nostri progetti”. A concludere il sindaco Murone. “Oggi è un giorno di memoria, perché si ricorda quanto accaduto 80 anni fa; un giorno d’insegnamento, di cui siamo grati ai padri costituenti; un giorno di democrazia, in cui l’Italia ha saputo voltare pagina e crearsi una nuova identità, anche attraverso il suffragio universale. Ma è anche un giorno di festa: festeggiamo fra l’altro lo scampato pericolo del terremoto, San Francesco di Paola, e appunto la festa civile dell’istituzione della Repubblica. E la nostra non è solo una repubblica, che si contrappone all’idea della monarchia, ma è una repubblica democratica, in cui le autorità devono dare contezza del loro operato, con la partecipazione di tutti alla costruzione del bene comune, nel rispetto condiviso delle regole, unica condizione perché tante cose non accadano più”.

Giulia De Sensi

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