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Lamezia Terme - Hanno toccato come ogni anno i tre luoghi rappresentativi di Lamezia le celebrazioni per la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: prima Sant’Eufemia poi piazza 5 dicembre a Sambiase, infine il monumento ai caduti in piazza Cattedrale a Nicastro. Il sindaco Mascaro, accompagnato da monsignor Tommaso Buccafurni in rappresentanza della Curia, ha assistito alla deposizione della corona commemorativa di fronte alle autorità civili e militari intervenute e ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche.

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Denso di risonanze valoriali il discorso del vicario Buccafurni: “Dobbiamo riscoprire la storia per riappropriarci delle nostre origini e reimpostare la nostra esistenza” – ha detto il prelato in riferimento al sacrificio di quanti sono morti facendosi “difensori degli altri”, coerentemente con il più grande degli insegnamenti evangelici ed umani, quello dell’amore fraterno. Un valore che, se riscoperto per tempo, la guerra può evitarla, portandoci oggi verso la pace ed il progresso.

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Si rivolge invece espressamente ai ragazzi presenti all’evento il sindaco Mascaro, esortandoli a non vivere questa ricorrenza con il distacco delle cerimonie formali. “I caduti hanno fatto della loro vita l’emblema del futuro per le generazioni che verranno.” - ha dichiarato, senza dimenticare di spendere parole di gratitudine verso i rappresentanti delle Forze Armate: “Se esiste la libertà e la democrazia, ciò è garantito dal lavoro silenzioso di quanti, indossando la divisa a costo di sacrifici quotidiani, lo consentono.” E, nelle intenzioni del sindaco, è il profondo rispetto di quella divisa, “simbolo del senso dello Stato e del dovere”, a caratterizzare questa ricorrenza, allargandosi a comprendere in maniera naturale le Istituzioni democratiche del Paese, rese tali dal sacrificio di chi ha dato la vita per la pace.

Giulia De Sensi

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