
Lamezia Terme - Un libro di denuncia, ma anche un testo di formazione alla cittadinanza: i volti di “Sotto la luce fredda”, di Salvatore Belcastro, Pellegrini Editore, sono diversi, e tutti inusuali per un romanzo. Inusuali in un tempo che ci ha abituato ad intendere la letteratura come semplice mezzo d’intrattenimento, ma che per questo rendono questo lavoro originale e forse, al momento, unico nel suo genere. Belcastro getta uno squarcio inquietante di chiarezza all’interno di un mondo che la gente comune vede solo da fuori, sotto uno spesso strato di vernice istituzionale: quello della sanità pubblica. Chi decide davvero le nomine dei primari? Chi stabilisce a chi andrà il compito di operare in un reparto di chirurgia? Come vengono chiamati dai dottori i pazienti di un reparto per identificarli velocemente? Quanto incidono nel lavoro la corruzione, i compromessi, il clientelismo, la mercificazione dell’utenza? Conviene o no tacere per non essere emarginati dal sistema? A queste domande e a molte altre l’autore risponde dal di dentro.
La “luce fredda”, quella delle sale operatorie di un ospedale del nord, vista attraverso gli occhi di un medico del sud, disillude non solo lui stesso sulla presunta efficienza di quello che è in realtà un sepolcro imbiancato, ma anche i lettori, facendo cadere uno dopo l’altro tutti i –pochi – miti rimasti in Italia attorno alla sanità pubblica. E se le cose non vanno bene al nord certamente non vanno bene neanche al sud, e nonostante si legga un senso di triste uniformità in certi meccanismi, dovuti alla mancanza di una riforma e ad un’incapacità politica generalizzata, i dati attorno alla Calabria restano drammatici: lo sottolinea Mario Vallone, il presidente ANPI di Catanzaro (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) che riconduce la propria presenza al tavolo dei relatori all’articolo 32 della Costituzione – da sempre difesa da ANPI –, quello sul diritto alla salute. Un diritto che rischia di essere ulteriormente affossato dalla possibile approvazione del decreto sulle autonomie differenziate.
“Fra queste pagine ci sono tante vittime”, riflette, a proposito di diritti, don Giacomo Panizza, presidente di Comunità Progetto Sud, che sottolinea “la richiesta di umanizzazione del lavoro per la salute, che leghi anche gli strumenti dell’apparato sanitario”. Si tratta di un lavoro che in realtà Salvatore Belcastro ha visto davvero da vicino: medico di professione, ha riposto in questo volume tutti gli appunti raccolti nel corso di una vita, scritti per dare sfogo ad una coscienza politica costantemente messa alla prova dal privilegio amaro di vedere da dentro lo scempio. “Raccomandazioni o forzature politiche, spinte o per meglio dire imposizioni delle lobby massoniche sono fortissime – denuncia Belcastro – e chi è fuori non può immaginare quanto. La sanità non è in realtà guidata da chi è messo lì a gestirla. I posti vengono occupati da chi fa comodo ai politici o alle lobby, perché c’è un ritorno, economico o di compiacenza politica. Dietro questo clientelismo c’è la vera origine della malasanità”.
Giulia De Sensi
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