
Lamezia, 25 marzo - Il Comitato Civico “SINTAL” (Salviamo il Nostro Territorio a Lamezia Terme) con la Camera Penale di Lamezia prende una posizione congiunta sulla chiusura del carcere in città. “E’ assolutamente incomprensibile e vergognoso - dicono il presidente Cesare Materasso e il segretario Francesco Pagliuso - che l’unica struttura ad essere colpita dal provvedimento di chiusura sia quella presente nella città della piana”. I due esponenti proseguono dicendo che “non è assolutamente accettabile, che in Calabria si decida con un piano carceri di sopprimere un’unica struttura e, guarda caso, solo quella di Lamezia, ma non per un’effettiva politica di risparmio, ma bensì perché quel personale e quei fondi devono essere spostati sul carcere di Siano. Dunque, il punto non è quello di sopprimere un carcere inadeguato come struttura o di risparmio costi, ma il dato inaccettabile e vergognoso è che tale istituto non può rimanere a Lamezia, ma deve andare altrove”. Materasso e Pagliuso proseguono affermando che “in questa città, anziché riuscire a mantenere e a potenziare le strutture esistenti si deve sempre assistere ad uno spoglio continuo, del tutto oramai inaccettabile e fuori da ogni logica più comune. Pertanto, se la struttura di Lamezia non è consona per essere definita carcere, perché non riconvertirla in luogo di custodia attenuata, oppure identificare altra sede sempre entro il territorio comunale? E’ arrivato il momento di dire basta a questo continuo accanimento contro il territorio e contro questa politica di mortificazione dell’apparato giustizia in città. Lamezia deve avere strutture giudiziarie efficienti e consone perché la domanda in tal senso è sempre più forte”. Materasso e Pagliuso concludono, inoltre, dicendo “che sia il Comitato Civico SINTAL e sia le Camere Penali, non hanno assolutamente intenzione di guardare passivamente l’approvazione di questo piano carceri, che penalizza solo Lamezia Terme. Dunque, vi saranno nei prossimi giorni nuove iniziative di protesta in tal senso, che saranno poste in essere sempre in modo congiunto, con la speranza che tale dissenso e tale sdegno venga recepito e fatto proprio anche da altre associazioni e istituzioni, che vorranno aggregarsi per rendere la protesta ancora più forte ed incisiva”.
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