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Lamezia Terme - Continua la protesta degli studenti di Lamezia. Anche oggi si registra un’alta percentuale di assenze negli Istituti superiori e nelle altre scuole. Dopo l’incontro di lunedì con il sindaco, nessuna “apertura” è arrivata alla richiesta di derogare sulla decisione presa insieme all’Anci. Quella cioè di tenere le scuole aperte in linea anche con il Governo che vuole il tutti in classe. I giovani, consapevoli dei rischi e dell’elevato tasso di positività al Covid che in questo momento persiste in città e non solo, ribadiscono la loro richiesta di seguire le lezioni da casa tramite la Dad.

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Ieri, secondo quanto appreso, alcuni rappresentanti degli studenti hanno cercato invano di avere un’interlocuzione con i vertici dell’Asp. Ma, secondo quanto riportato dalle comunicazioni fra studenti, si è assistito ad un rimpallo di responsabilità tra Azienda sanitaria e sindaco. Insomma, per gli studenti “ognuno cerca di lavarsene le mani”. Mentre tutto questo accade, comunque, i giovani si sono autoimposti una sorta di “lockdown”. E basta “girare per le strade di Lamezia - ci dicono molti giovani - per vedere che sono deserte, la sera solo qualcuno esce. Questo a dimostrazione che siamo responsabili e che la Dad, almeno fino a fine mese, è la soluzione migliore, visto che il picco si prevede per la fine di gennaio”. Intanto oggi dovrebbe esserci un incontro tra Comune, Provincia e si spera rappresentanti dell’Asp. In attesa di un nuovo confronto fra gli studenti e il sindaco in programma venerdì. 

Situazione, dunque, ancora critica e complessa che vede anche la positività di molti studenti. Così come diversi casi si registrano tra docenti e personale Ata. E, intanto, la Calabria sembra andare verso la zona arancione. 

A. C.

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