
Lamezia Terme - Il Rotary club di Lamezia Terme presieduto da Mimmo Miceli ha promosso ed organizzato un convegno dal titolo “La giustizia nel palmo della mano: I processi al tempo dei social". "Un interessante tema - spiegano - che il Presidente Miceli, che ha aperto i lavori, ha spiegato il motivo per cui si è voluto organizzare un incontro su questo specifico tema oggi peraltro all’attenzione di tutti. Un convegno - aggiungono - che giunge proprio, e non a caso, quando in Italia diventa operativa la direttiva europea 2016/343, già operativa da qualche giorno proprio sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza. Una direttiva che va applicata a qualsiasi persona indagata o imputata e riguarda tutte le fasi del procedimento e fino a quando non ne sia dimostrata la colpevolezza”, il cui esito in Italia prevede tre gradi di giudizio".
Direttiva che impone anche che “nelle dichiarazioni pubbliche, rese da autorità pubbliche che non ci si riferisca alla persona come colpevole, ma altresì garantire che le persone indagate o imputate non siano presentate come colpevoli in tribunale e/o in pubblico”. Al tavolo dei relatori per sciorinare il groviglio rappresentato nel titolo, il presidente del Tribunale di Lamezia Terme Giovanni Garofalo, Sarah Incamicia giornalista, gli avvocati Giuseppe Spinelli e Caterina Restuccia che ha moderato l’incontro "con grande tranquillità ed esperienza".
"Soffermandosi - si legge nella nota - sul tema di un convegno di notevole attualità ed ha spiegato perché un titolo del convegno cosi particolare “una giustizia nel palmo della mano”. A dare il via al convegno, il sindaco della città Paolo Mascaro che rivolgendo i complimenti agli organizzatori per la scelta del tema “che si apre, ha spiegato il sindaco, a tanti percorsi e significati”. Ha poi, da avvocato, messo a fuoco le tante discrasie sul fronte del rapporto tra giustizia, processi e informazione, nelle sue diverse e molteplici forme, con “l’aggravante di molteplici complicità, tra cui una sovraesposizione pubblica in pasto ai massi media di tante procure e magistrati”. “Aspetti, ha sottolineato l’avvocato Mascaro che non solo condizionano l’andamento processuale, ma che infliggono dolorose ferite a imputati non ancora definiti tali dalla garanzia processuale che prevede tre gradi di giudizio”.
"Dirimenti e dirette - informano - le affermazioni del presidente del Tribunale Giovanni Garofalo per asserire che "la prima risposta da dare è con l’esempio quotidianamente esercitato nel rispetto delle regole e dei ruoli di tutti i protagonisti in un avamposto di civiltà come il tribunale”. “Certo , ha poi aggiunto, la società odierna e la modernità tecnologica hanno rivoluzionato e mescolato in modo impazzito le carte. Il Progresso non può essere fermato, ma può essere regolato. Sta a chi ha ruoli di responsabilità cercare di condurre un gioco che sia il più corretto possibile e ai magistrati e a tutto il mondo che ruota intorno alla giustizia il compito di assumere comportamenti consoni dando l’esempio. La informazione e il diritto e ancor più i processi sono , argomenti, ha sottolineato il Presidente Garofalo, da trattare con molta cura, molta preparazione e tanta responsabilità. Per l’avvocato Spinelli vi è un intreccio tra informazione e operatori della giustizia che necessità di una messa a punto. “Assistiamo alla caccia del colpevole fin dall’avviso di garanzia, una distorsione che, a volte e’ figlia di incompetenza,ma molte altre volte di un perverso gioco di strumentalizzazioni”. “Ben venga, ha aggiunto Spinelli, la direttiva europea 2016/343, già operativa da qualche giorno proprio sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza”.
"Sarah Incamicia - aggiungono ancora - ha invece messo a nudo la fragilità e la precarietà della informazione soprattutto quando si occupa di processi e di giustizia. Intanto ha spiegato la differenza comunicativa dei diversi mezzi di informazione: carta stampata, net work radio televisivi, social e la miriade di giornali e blog on line. Ogni mezzo ha i suoi rituali tecnici e metodologici e le proprie linee editoriali, ma mentre le reti televisive e la carta stampata e molte testate on line, in linea di massima, hanno un codice deontologico e giornalisti preparati e competenti, i social sfuggono a qualunque codice e a qualunque norma. Sui social ognuno dice quello che vuole quando vuole senza essere censurato alimentando la babele che alimenta paure e false certezze". "Certi argomenti necessitano di preparazione, competenza, conoscenza e anche moderazione. Per Sarah Incamicia è assolutamente importante quindi educare i giovani a saper distinguere tra i vari mezzi di informazione e a cogliere le differenze e le diversità per giungere ad una personale e individuale capacità critica. Non solo,ma ha anche, evidenziato che le figure ed i protagonisti che si occupano di cronaca di giustizia e di giustizia processuale devono fare rete ed insieme cercare di far uscire il Paese da un ginepraio che ammorba il sistema democratico non solo il sistema giustizia.Insomma basta con i semplificatori e i divulgatori mordi e fuggi ,con le farneticazioni e i professionisti della confusione costruita ad arte. Il diritto di cronaca va salvaguardato sempre, ma non le corbellerie e neanche le mistificazioni strumentali".
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