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Lamezia Terme, 16 gennaio – Arrivato per un tour tra questure e prefetture calabresi, il neo capo della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) Arturo De Felice ha fatto tappa al comune di Lamezia per un breve saluto al sindaco e alla città che lo ha visto negli anni prima commissario e poi questore. Prima dello scambio reciproco di doni, un gagliardetto della Dia regalato da De Felice al Sindaco ed un fermacarte con il simbolo del Comune da parte di Speranza, si è passato a fare il punto con un colloquio privato. Prima di ritirarsi negli uffici del Comune il sindaco ha ringraziato pubblicamente De Felice donato da Speranza al capo  Speranza: “Sono contento ed onorato di ricevere “con grande deferenza ma anche con amicizia e gratitudine per quello che ha fatto per la nostra comunità”. Dal canto suo De Felice ha spiegato ai giornalisti che gli ultimi episodi di criminalità registrati sul territorio lametino e calabrese saranno valutati “attentamente con rinforzi numerici e qualitativi. In Calabria faremo la nostra parte nei prossimi mesi”. Su Lamezia ha spiegato che proprio oggi avrà un colloquio con i vertici della Dda catanzarese e con il Prefetto al quale chiederà maggiori garanzia per quel che riguarda le infiltrazioni nelle grandi opere visto che in Calabria  abbiamo tanti cantieri aperti. Non  intendo sottrarmi alle mie responsabilità – ha specificato perché  la Dia  in Calabria ha avuto grandi successi investigativi e risultati ottimi e in questo momento c’è bisogno sicuramente della nostra parte fino all’ultimo”. Per De Felice in questo specifico momento c’è bisogno “di grande consapevolezza e spirito di sacrificio per la comunità catanzarese in generale e lametina in particolare”. Infine, a chi gli chiede un commento sulla presenza di molti collaboratori di giustizia De Felice ha tenuto a precisare che “fino a quando la magistratura troverà verosimili e riscontrabili dichiarazioni da parte dei collaboratori di giustizia è chiaro che non è questione di numero, ma di quantità di dati e notizie effettivamente riscontrabili. Credo che questo sia stato fatto e viene fatto in questo momento. Non possiamo scandalizzarci se aumentano i pentiti, perché vuol dire che lo Stato è più forte e sta vincendo una battaglia. Ovviamente non bisogna mai mollare - ha concluso con un sorriso - perché la guerra non è ancora finita ma è sicuramente un segnale di come lo Stato ha funzionato e funzionerà sempre meglio”.

Virna Ciriaco

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