
Lamezia Terme – “La città vive un paradosso strategico ed economico senza precedenti. Da un lato, Lamezia si afferma come la principale porta d'accesso della Calabria grazie a un traffico aeroportuale straordinario, posizionandosi come il “quarto scalo in Italia per tasso di crescita nel 2025 (+12,4%)”, trainato soprattutto dal boom di voli low-cost (effetto Ryanair). Dall'altro, per milioni di passeggeri Lamezia rimane un "non-luogo": una pista d'atterraggio, un limbo di transito da cui fuggire il più rapidamente possibile per raggiungere altre province”.
A tracciare il quadro della situazione è Massimiliano Serrao del Direttivo cittadino Azione Lamezia che, in una nota, punta l’attenzione sul “boom dei flussi internazionali che sta agendo come una lente d'ingrandimento, esponendo in modo impietoso le fragilità strutturali della macchina comunale e dei servizi urbani. Ryanair e le altre compagnie stanno portando il "carburante" (i viaggiatori), ma il motore della città è ingolfato. Senza una regia politica capace di coordinare trasporti, cultura e decoro, Lamezia continuerà a finanziare la ricchezza altrui, rimanendo una città di passaggio. L'Effetto Boomerang che consegue all'impatto tra le aspettative del turista europeo contemporaneo (esperto, iper-connesso e abituato a standard standardizzati di efficienza) e la realtà Lametina genera attualmente un pericoloso ‘ritorno negativo d'immagine’”.
“L'analisi dei flussi 2024-2026 evidenzia tre macro-ostacoli”
“Il primo vero ostacolo - descrive Serrao - è dato dal "nulla cosmico" informativo e dal muro dei musei e dei siti storico/ archeologici chiusi. I turisti arrivano dotati di smartphone ma trovano un vuoto digitale e fisico. Manca una segnaletica chiara, QR code o mappe interattive. Ancora più grave è l'inaccessibilità del patrimonio: siti come il castello Normanno/Svevo, gli Scavi di Terina, l'Abbazia Benedettina o il Bastione di Malta restano sbarrati per "vicissitudini burocratiche", così come il Museo Archeologico e il Museo Diocesano presentano spesso cancelli chiusi o orari frammentari. L'immagine restituita è quella di una città che "non vuole essere visitata".
Altro ostacolo rilevante è lo scollamento trasporti-città con conseguente isolamento logistico. Una volta usciti dall'aerostazione o dalla Stazione Centrale, i viaggiatori si trovano isolati. I collegamenti verso i centri storici di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia sono carenti, pensati quasi esclusivamente per i pendolari e privi di una segnaletica chiara che indichi le fermate dei bus. L'incertezza sul trasporto pubblico rende la città impraticabile per chi non intende noleggiare un'auto. Ed anche il noleggio è reso difficoltoso dall’inesistenza di agenzie di noleggio all’interno della città.
Terzo grave ostacolo è il degrado delle risorse chiave e dell'igiene urbana. La città denota una scarsa manutenzione stradale, una approssimativa e non sufficiente cura del verde pubblico e sporcizia diffusa nelle principali aree di accesso e nelle zone centrali della città, che agiscono come un pessimo biglietto da visita stroncando sul nascere il passaparola digitale su piattaforme come Instagram e TripAdvisor”.
Lamezia come "Destinazione Hub"
Secondo Serrao: “le problematiche descritte possono risolversi soltanto approntando un piano di azione che comprenda linee strategiche di sviluppo a medio termine. Per trasformare Lamezia da semplice scalo a "Destinazione Hub" è necessaria una pianificazione politica strutturata su tre pilastri. Il primo investimento da effettuare riguarda la digitalizzazione e l’accessibilità, con la creazione di uno “Smart City Tourism” mediante l’installazione di paline informative intelligenti con QR Code e sistemi di realtà aumentata nei principali siti storici. Se un monumento è temporaneamente chiuso, il turista deve poterlo "esplorare" virtualmente o fruire di un'audioguida multilingua sul proprio smartphone. Potrebbe, per esempio, istituirsi anche una tessera unica digitale che integri la mobilità dall'aeroporto/stazione, il trasporto urbano e l'ingresso convenzionato a musei, ristoranti e strutture ricettive, incentivando il pernottamento in città. Ovviamente passo importante è il coinvolgimento delle attività ristorativo/alberghiere.
Altro tema chiave, da affrontare in maniera seria e concreta, è la valorizzazione del Distretto Termale e Culturale procedendo con l’attivazione di interventi urgenti di pulizia, ingegneria naturalistica e messa in sicurezza del fiume Bagni, finalizzati a rilanciare l'area di Caronte come parco naturalistico-escursionistico integrato alle terme. Non può, inoltre, sottovalutarsi la necessaria valorizzazione del Polo Archeologico di Terina e del Castello Normanno/Svevo. Al riguardo, sarebbe opportuno siglare un accordo di gestione stabile con il Ministero della Cultura (MiC) per garantire l'apertura continuativa degli scavi e del castello e strutturare circuiti di visita sinergici con il Museo Archeologico Lametino. Il terzo pilastro fondamentale riguarda la creazione di infrastrutture di connessione territoriale con il potenziamento strutturale dei collegamenti di linea tra l'aeroporto, la stazione e i tre nuclei urbani, con frequenze calibrate sugli orari di arrivo dei voli internazionali. A fronte del piano a medio termine, che prevede il necessario approntamento di un progetto e di una visione della città futura, è necessaria l’adozione di soluzioni politiche d'emergenza (Piano Shock 100 Giorni) perché l'ondata di flussi è già in atto e quindi la parte politica che oggi governa la città deve rispondere immediatamente con misure d'impatto a brevissimo termine per arginare il danno reputazionale”.
"Welcome Kit" digitale
“Potrebbe pensarsi a superare la carenza di personale comunale - sostiene ancora l’esponente di Azione Lamezia - affidando la gestione e l'apertura dei siti culturali ad associazioni del terzo settore o a cooperative di giovani laureati locali, garantendo l'accesso “7 giorni su 7 con orario continuato”. Anche il posizionamento di punti informativi temporanei con personale bilingue nei punti nevralgici (Aeroporto, Stazione Centrale, Piazza Lamezia) e invio automatico di un "Welcome Kit" digitale ai passeggeri tramite le email di conferma di voli e hotel sarebbe un investimento a basso costo ed alto risultato. Si rende poi necessario un piano straordinario di pulizia, bonifica dei rifiuti e manutenzione del verde lungo tutti gli assi viari di accesso che collegano l'aeroporto al resto della città, supportato dal potenziamento della videosorveglianza contro gli sversamenti illeciti”.
Una linea bus circolare rapida
Infine, lancia l’idea dell’istituzione immediata “di una linea bus circolare rapida, con livrea turistica identificativa, per connettere i tre centri storici e le aree termali, provvedendo al contempo all'inserimento in tempo reale degli orari di transito su Google Maps e sulle principali app internazionali di mobilità. In una ottica di sviluppo turistico, infine, non possono non tenersi presente i dati dell'osservatorio regionale e della stampa, che mettono in luce la distanza tra il potenziale teorico e la realtà attuale, tracciando le priorità d'azione da seguire. Nel 2024, a fronte di milioni di passeggeri atterrati a Lamezia Terme, in città si sono contati soltanto 31.765 arrivi totali. L’obiettivo minimo sarebbe quello di intercettare almeno il 5% del transito. Considerando, poi, che in città si è visto il numero di 51.753 presenze, con permanenza inferiore a 2 giorni il traguardo da raggiungere è quello di portare la permanenza media a 3 giorni magari tramite la City Card. Tali risultati sarebbero oggettivamente raggiungibili considerato che il traffico aereo dell’aeroporto di Lamezia Terme nel 2025 ha avuto un incremento del 12,4% (4° aeroporto in Italia per crescita) per cui, visto che la domanda esiste, è necessario adeguare i servizi urbani agli standard europei della clientela low-cost evitando la delusione del turista, e le conseguenti recensioni negative, a causa dei musei e siti chiusi, della carenza dei trasporti e dello stato critico del decoro urbano e della viabilità. Il successo di Lamezia Terme non può e non deve più essere misurato sul numero di passeggeri che calpestano la pista del suo aeroporto, ma sulla percentuale di essi che decide di fermarsi, spendere e scoprire il territorio e, se non saremo in grado di trasformare l'efficienza dei vettori aerei in efficienza dei servizi cittadini, la città perderà l'unica vera occasione di riscatto economico e sociale degli ultimi trent'anni. Il turista smarrito di oggi è, inevitabilmente, il turista che non tornerà domani”, così Massimiliano Serrao del Direttivo cittadino Azione Lamezia.
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