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Lamezia Terme – Nessun’altra spoliazione per la sanità lametina. E’ quello che ha voluto ancora una volta ribadire il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri nella sala Napolitano del Comune. Il suo intervento era stato richiesto ormai da tempo dalla terza commissione presieduta dal consigliere Giancarlo Nicotera, dopo il polverone sollevato a causa del paventato trasferimento degli uffici amministrativi Asp.

Alla riunione erano presenti i consiglieri Pino Zaffina, Nicola Mastroianni, Francesco De Sarro, Luigi Muraca ’64, il presidente del consiglio comunale Salvatore De Biase e il consigliere Vincenzo Cutrì nominato proprio oggi vicepresidente della commissione sanità. Lo scopo era quello di avere rassicurazioni dal Dg Perri sul futuro del nosocomio cittadino dopo la mannaia calata sulla sanità negli ultimi anni, che ha comportato inevitabilmente un depotenziamento notevole dei servizi. Il paventato trasferimento degli uffici dell’Asp, è un altro aspetto fondamentale sul quale sindacati, schieramenti politici, e anche primo cittadino di Lamezia, hanno voluto vederci chiaro.

Nicotera: “Lamezia ha già pagato il suo scotto per la sanità”

“Altrove si prendono in locazione altre strutture e qui in città ne abbiamo tante disponibili – ha puntualizzato Giancarlo Nicotera – come terza commissione non condivideremo ottiche di immobili che vengono venduti. Non vogliamo fare campanilismo, ma la città ha già pagato il suo scotto”.

Su questo e tanto altro, il dg Perri ha provato a fare chiarezza. “In un momento così difficile per la politica sanitaria regionale – ha dichiarato – riconosco che qualcosa si sta muovendo, anche se ovviamente non basta”. Il direttore ricorda l’atto aziendale presentato dopo ben 9 anni e la nomina dei nuovi cinque primari. “Al mio arrivo – ha chiarito – ho trovato un’azienda sanitaria che seppur unificata già dal 2007 era in realtà ancora divisa, con uffici amministrativi sparsi su tutto il territorio dei quali devo invece riprenderne la centralità – ha chiarito ai consiglieri comunali – perché il mio compito è quello di garantire i livelli d’assistenza su tutto il territorio provinciale.

Gran parte del mio lavoro lo dedico poi a debiti pregressi, fatture non pagate o liquidate due volte, come ho già avuto modo di denunciare alla Guardia di Finanza”. Sui fitti, il dg ha specificato poi come, a suo insediamento nell’aprile 2015, l’azienda pagava 1 milione e 324 mila euro, su Lamezia quasi zero e quindi per lo più a Catanzaro. Si è trattato così di accorpare il più possibile i servizi risparmiando nel 2015 e poi nel 2016 circa 400mila euro tra Catanzaro e Soverato.

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“Anche Scura ha riconosciuto che la chiusura di malattie infettive è stata un azzardo”

“Quando mi sono insediato, ho trovato a Lamezia un ospedale in totale smantellamento – ricorda Perri – mentre proprio questo ospedale, dopo il Mater Domini, è quello più strutturalmente adeguato. Il problema è avere professionisti e tecnologie che rispondono a determinate esigenze. Abbiamo fatto anche una nuova proposta per la riapertura di malattie infettive – ha aggiunto ancora – perché pure il commissario Scura ha dovuto riconoscere che la chiusura del reparto è stata un azzardo”.

Il direttore generale ha poi spiegato ai presenti come la riorganizzazione degli uffici Asp, di cui tanto si è discusso, equivale per Lamezia al trasferimento di soli 5 dipendenti, ai quali è stato ad ogni modo proposto, se non avessero la volontà o la possibilità di raggiungere Catanzaro, di restare in città e prestare servizio in quegli uffici con carenza di personale. Da Perri inoltre, una ricognizione delle prossime strutture che verranno inaugurate e dei servizi che saranno attivati in città nei prossimi mesi, come avevamo già avuto modo di anticipare in unintervista da lui rilasciata su il lametino.it lo scorso 23 settembre.

20 milioni alla sanità con il Patto della Calabria

“Proprio ieri – ha aggiunto poi – abbiamo inviato alla Regione un’ipotesi di spesa per i 20 milioni presenti nel patto della Calabria, tra questi ci sono la possibilità di ristrutturare il blocco operativo, quello per il parto, avviare un servizio di endoscopia e broncoscopia. Anche da discutere l’ipotesi emodinamica con la struttura commissariale - ha aggiunto – lentezze burocratiche le sto invece riscontrando per ovviare al grave problema delle ambulanze ormai vetuste, e si sta cercando di provvedere con una manifestazione d’interesse per ambulanze sostitutive su tutto il territorio provinciale. Il mio contratto triennale scadrà il 12 gennaio 2019 e poi da dipendente in pensione dovrò lasciare – ha infine concluso – ho però un anno e mezzo per portare a compimento la riorganizzazione. Altro obiettivo il centro protesi inail, la cui apertura spero sarà entro il primo semestre 2018”.

Alessandra Renda

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