
Lamezia Terme - “Si ritiene di dover condannare in maniera ferma e decisa la modalità con la quale le complessità dell'azione amministrativa vengono contestate, alimentando un clima di aggressività nei confronti dei dipendenti comunali tutti e creando una perdita di legittimazione nei confronti dell'istituzione
Comune di Lamezia Terme”.
È uno dei passaggi più significativi e inequivocabili che rispecchiano la tensione che si respira all’interno del Comune di Lamezia tra alcuni consiglieri eletti (nella fattispecie maggioranza), dipendenti e dirigenti dell’Ente. Passaggio contenuto in una lettera inviata al sindaco, alla Giunta, a tutti i consiglieri comunali e alla presidente della massima Assemblea civica. Nel mirino dei dipendenti comunali, si legge nella lettera “alcuni articoli apparsi sui social media del profilo associato al consigliere comunale Massimo Cristiano che riporta alla fine i nominativi dei consiglieri Carmine Villella e dell'assessore, Donatella Amicarelli”.
“Sì rappresenta - è scritto ancora nella lettera - come continuino gli attacchi gratuiti attraverso modalità di interlocuzione e diffusione indistinta, oramai di moda, contenenti accuse gravose e affermazioni inique, lesive della professionalità e dignità dei dipendenti dell'Ente. Le modalità e le prerogative del consigliere e dell'assessore comunale - viene ricordato nella missiva - sono sancite da espresse norme del Testo unico degli Enti locali e relativi regolamenti attuativi, evidentemente non applicati; al contrario non si tiene conto dei sacrifici che giornalmente vengono posti in essere per consentire alla macchina amministrativa di funzionare. Si evidenzia che i dipendenti comunali continuano a garantire, per quanto possibile, la copertura dei servizi nonostante il rapporto tra l'attuale personale in servizio e il fabbisogno funzionale in relazione al numero degli abitanti sia del tutto sproporzionato (220 circa a fronte di oltre 550 necessari) e nonostante la circostanza che anche la dotazione organica dirigenziale sia del tutto sottodimensionata, tanto che alcuni dirigenti coprono settori ad interim in assenza di titolari”.
Nella lettera altresì si pone in evidenza “che tutto si possa migliorare e che ci possano essere delle difficoltà oggettive nella gestione dei procedimenti amministrativi”, ma non con “le modalità di accuse”, messe in evidenza.
“Le superficiali esternazioni dei consiglieri e dell'assessore, attraverso strumenti impropri rispetto ad una doverosa collaborazione amministrativa tra la macchina organizzativa e la parte politica, al fine di garantire risposte efficienti al cittadino, mettono fortemente a rischio l'incolumità dei dipendenti comunali, come avvenuto peraltro, da ultimo presso il Settore Servizi alla persona dove quattro assistenti sociali sono state aggredite verbalmente e fisicamente nell'esercizio delle loro funzioni, oltre ad essersi verificata la distruzione di locali ed apparecchiature.
I firmatari - conclude la lettera - attendono fiduciosamente un'inversione di rotta anche attraverso una presa di posizione da parte del sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale, lontana dalle posizioni assunte dai soggetti istituzionali sopra indicati. I firmatari vigileranno unitariamente affinché il rapporto tra la politica e la gestione venga riportato nell'alveo della correttezza e del rispetto reciproco dei ruoli e delle funzioni assegnati, precisando sin da ora, che ci si riserva di indire un'assemblea che coinvolga l'intero personale dell'Ente, alla presenza degli organi politici”. Le lettera è firmata, oltre che dai massimi dirigenti dell’Ente e dalla Segreteria comunale, anche dai rappresentanti delle Rsu, di Cisl-Fp e Csa-Ral.
A.C.
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