
Lamezia Terme – “Siamo stufi di essere trattati come carne trita, anche la politica non ha guardato all’esigenza delle scuole e alla loro sicurezza. Noi dirigenti facciamo i capi espiatori ma è giusto che il mondo dei partiti e degli enti locali si mettano sulle spalle questa problematica”. L’appello che oggi dal liceo classico di Lamezia i tanti dirigenti della Provincia hanno lanciato ai parlamentari presenti è accorato, soprattutto se il 18esimo rapporto di Legambiente sull’Ecosistema Scuola fa emergere un quadro desolante per la Calabria: l’85% degli edifici manca del certificato d’agibilità, mentre addirittura il 94% è sprovvisto di quello per la vulnerabilità sismica. Dati allarmanti se da sempre la nostra Regione è considerata tra quelle più a rischio. Lo sanno bene i dirigenti e lo sanno bene i comitati che stanno portando avanti questa battaglia ormai da tempo. Ma non basta, serve unire le forze.

Per questo motivo è nato il “Coordinamento scuole sicure” del quale fanno parte ben 54 dirigenti scolastici che hanno constatato come, gran parte degli istituti della Provincia, nonostante le reiterate richieste, siano ancora privi delle certificazioni previste dalla normativa vigente. L’incontro voluto oggi con i parlamentari calabresi Doris Lo Moro, Nicola Morra, Paolo Parentela e Sebastiano Barbanti, è proprio per esporre le problematiche a cui ogni giorno devono singolarmente rispondere, chiedendo modifiche legislative che facciano in modo che la responsabilità organizzativa e gestionale della scuola ricada su di essi, ma quella strutturale invece, sull’Ente proprietario dell’immobile. Si è discusso inoltre anche delle responsabilità sui vaccini obbligatori e sulla legge per l’accompagnamento a scuola dei minori di 14 anni.
“Chiediamo al più presto un tavolo di concertazione con la politica e gli enti locali – rimarca il dirigente dell’Istituto Malafarina di Soverato Domenico Servello – urge una rivisitazione del decreto 81 perché non è ammissibile come le patate bollenti, anche in termini di spesa, ricadano sempre e solo su noi dirigenti. Non vogliamo il muro contro muro ma proposte condivise”. Posizione la sua, appoggiata anche dal reggente del liceo classico Fiorentino di Lamezia Nicolantonio Cutuli, che invita a riflettere sui dati Miur per la sicurezza delle scuole e a cercare una soluzione collettiva in accordo con le istituzioni. I dirigenti oggi all’incontro si sono così definiti “responsabili senza armi” e hanno chiesto che venga loro riconosciuto innanzitutto il ruolo originario per il quale sono stati chiamati a gestire gli istituti. “Ci facciamo carico di tutto – afferma la dirigente Teresa Benincasa – ma almeno lasciateci lo spazio perché possiamo pensare alla formazione degli studenti, perché non riusciamo più a farlo”.

Felice Lentidoro, segretario regionale di CittadinanzAttiva, evidenzia quanto è stato sinora fatto sul monitoraggio delle scuole. “Dietro ai numeri – afferma – c’è tutta la fragilità degli istituti scolastici lametini. In tante battaglie siamo stati inascolati, abbiamo bisogno di una mano”. Da parte dei parlamentari presenti, la disponibilità nel richiedere al comitato di dirigenti un documento ricco di proposte che possa essere presentato come emendamento nonostante i tempi stretti e la legislatura ormai agli sgoccioli.
“Trasmetteteci a breve un documento e ci faremo carico, anche se siamo a fine legislatura, di discuterne con i nostri gruppi. Da figlia di un ex dirigente scolastico – aggiunge la Lo Moro, comprendo a pieno le vostre problematiche, farò le mie verifiche nonostante spesso il nostro diventa ruolo di testimonianza, soprattutto quando facciamo parte di commissioni differenti. Il rischio che si sta correndo – ha concluso – è quello che si smarrisca il senso della scuola. Bisogna fare rete perché anche gli enti locali facciano la loro parte”. Concorde nel portare le loro esigenze in Parlamento anche Sebastiano Barbanti che aggiunge: “Abbiamo poco tempo per le proposte emendate, le risorse alle scuole sono poi spesso già state date e vorremmo capire che fine hanno fatto”.

“Speriamo che la maggioranza in Parlamento dia margini di intervento – aggiunge Parentela - ma siamo comunque pronti ad ascoltare tutte le vostre proposte”. “La situazione è questa già da tempo – conclude il senatore Morra – e forse per maggiori interventi se ne parlerà alla prossima legislatura. Il mio auspicio è che sorgano sempre più comitati che facciano rispettare diritti e interessi dei territori, battaglia che non può essere demandata solo ai parlamentari”.
Alessandra Renda


© RIPRODUZIONE RISERVATA