
Lamezia Terme - “Maggiori carenze di organico, locali sempre più angusti e conseguente calca di utenti costretti ad aspettare ore e ore in piedi o addirittura per strada”. Arriva da Nicolino Panedigrano, già componente del comitato Salviamo la Sanità nel Lametino, la denuncia sulla situazione del servizio vaccinazioni di Lamezia Terme. “Non solo mancano medici e infermieri, - prosegue - ma i pochi che ancora resistono sono costretti a lavorare in minuscoli stanzini, alcuni dei quali ricavati ingegnosamente da loro stessi, “alzando muri” di vecchi armadi metallici. Non hanno né computer, né archivi informatici. Sono ovviamente sotto tiro di mugugni e proteste di utenti esasperati”.
I problemi, come sottolinea Panedigrano, sono dovuti anche alle tempistiche per i richiami, una situazione dovuta, secondo lui al fatto che “Dati anagrafici ed anamnestici e prestazioni ambulatoriali vengono tuttora inseriti nelle schede personali rigorosamente a mano, con correzioni continue e con grafia incerta, quando non incomprensibile. Non vi è quindi traccia di archivi automatici e interattivi che possano consentire una periodica e costante convocazione dei genitori e comunque degli utenti per fare i richiami delle vaccinazioni obbligatorie”. “E questa – prosegue - è diventata la causa primaria dei ripetuti casi di rigurgito nel comprensorio lametino di alcune malattie che, come il morbillo, sembravano definitivamente sconfitte e che invece vanno colpendo adolescenti, adulti e perfino anziani”.
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