
Lamezia Terme, 27 maggio - “In viaggio per i diritti, la democrazia, la giustizia sociale”. Questo il tema scelto quest’anno dalla Carovana Antimafie promossa da Arci, Libera e Avviso Pubblico, giunta ormai alla sua sedicesima edizione e che sarà presentata domani alle 12.00 nel palazzo confiscato di via dei Bizantini 97, ora utilizzato dall’associazione Fish Calabria sotto la guida di tanti giovani e meno giovani diversamente abili e da don Giacomo Panizza.
La tappa Calabrese è la penultima toccata dalla Carovana che quest’anno, per 96 giorni, ha attraversato molte regioni europee (dalla Corsica ai Balcani), oltre a tutte quelle italiane. La partenza avvenuta l’1 marzo a Roma, dopo un percorso che ha toccato terre, culture e luoghi di aggregazione e lotta alle mafie, giungerà il 4 giugno a Corleone, e lì si chiuderà con un grande concerto di musica popolare.
A Lamezia, così come in ciascuno dei luoghi raggiunti dalla Carovana, sono previste iniziative, alcune dal forte valore simbolico, con l'obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare gli abitanti e le istituzioni locali. La memoria di ogni tappa viene fissata attraverso il diario di bordo tenuto dai carovanieri, i racconti, i video, le foto, le testimonianze radiofoniche. Il viaggio di quest’anno ha attraversato diversi Paesi europei con 17.440 chilometri e 123 tappe in cui sono state previste iniziative su oltre 30 beni confiscati in cui si realizzano dibattiti, convegni, testimonianze di familiari di vittime di mafia, incontri con la cittadinanza, cene della legalità con i prodotti delle terre confiscate alla mafia, concerti, spettacoli, animazione nelle piazze e nelle scuole.
Momenti salienti della Carovana sono i passaggi del testimone da tappa a tappa, rappresentati fisicamente dall'arrivo e dalla partenza dei due furgoni di Carovana con a bordo i carovanieri, ovvero i "narratori" ufficiali del lavoro di antimafia sociale. La memoria di ogni tappa è fissata attraverso i diari di bordo giornalieri tenuti dai carovanieri e i corti di Carovana, realizzati da video maker o documentaristi della regione coinvolta, che al termine saranno raccolti in un unico documentario. Simbolico il racconto di carovana, scritto dal "padrino" di tappa, un ospite (scrittore, poeta, giornalista, cantautore) di fama, proveniente dalla città coinvolta, che racconterà l'esperienza vissuta attraverso un articolo, una poesia, una canzone o altro. Tutti gli scritti saranno raccolti in un volume da realizzare a chiusura della Carovana. Ad ogni tappa, un pezzo di stoffa con il nome della città protagonista della tappa viene infine aggiunto alla bandiera della legalità democratica, simbolo della Carovana.
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