
Lamezia Terme – Il canile comunale sta scoppiando. 596 i cani che attualmente si trovano nella struttura di località Stretto, mentre, dall’ufficio veterinario dell’Asp, è arrivata un’ordinanza che vieta altri ingressi se non in casi di estrema urgenza, come per animali feriti o particolarmente aggressivi. Una situazione che non poteva più rimanere tale in base agli ultimi decreti emanati in materia dal commissario alla sanità e su quelle che sono le norme previste per il benessere dei quattro zampe.
I cani presenti sono tutti in buone condizioni, hanno sempre acqua e cibo a sufficienza ma, di sicuro, per un habitat che può prevederne almeno un centinaio in meno, c’è ancora tanto da fare. E tanto provano a fare i volontari presenti sul territorio che si sono presi a cuore la problematica, le associazioni private come “Rifugio Fata” e “MaiDaSoli” che si adoperano per le adozioni, e la consulta animali del Comune costituita nel settembre 2016 che puntualmente denuncia come il fenomeno del randagismo sia ormai diventato una vera e propria emergenza in città.

La mancanza di canili sanitari provinciali
Lo sa bene l’Amministrazione, lo sanno dall’Asp e lo sanno i cittadini. Ed è per questo che si tratta di una problematica che non può che essere esaminata a 360° e risolta solo grazie alla sinergia di tutti. Perché se diventano indispensabili i provvedimenti che le istituzioni dovrebbero prendere e alle quali non possono sempre provare a sostituirsi le associazioni di volontariato, diviene anche necessario il buon senso civico dei cittadini. Non si tratta solo di raccogliere sempre le deiezioni canine o non lasciare gli animali, (per la gran parte non sterilizzati), liberi di vagare per la città. Le riprovevoli immagini di un cane morto per setticemia e poi trovato impiccato a San Pietro Lametino lo scorso mese di agosto, hanno fatto il giro del web con un procedimento penale ancora aperto a carico di ignoti. Fatti, insomma, che non meriterebbero ulteriori commenti.
Tantissime poi le chiamate che ogni giorno continuano ad arrivare alle associazioni e alla consulta animali per cani smarriti, randagi da adottare o casi in cui si richiede l’intervento della polizia locale per animali particolarmente aggressivi o gravemente feriti. Tutti aspetti che mettono in ulteriore difficoltà una struttura già così sovraffollata come quella del canile comunale. Lo stesso, gestito dalla Multiservizi, si trova infatti ad accogliere anche animali incidentati o malati che sarebbero dovuti essere ricoverati invece, in uno dei canili sanitari provinciali previsti dalla legge ma mai attuati in Calabria.

Il 18 ottobre incontro in Regione con il commissario Scura
Su Facebook, i gruppi che hanno fatto squadra per provare a mitigare la problematica del randagismo, sono innumerevoli. Si cercano possibili padroni per cani smarriti, si provano a far sterilizzare animali grazie a contributi che arrivano da singoli cittadini sensibili all’argomento, si organizzano staffette per consegnare cani anche fuori dalla Calabria, per garantire una migliore vita ai quattro zampe. Già solo il gruppo “Animali Smarriti Lamezia” conta quasi 4.000 membri e ogni giorno raccoglie il più possibile informazioni e richieste d’aiuto.
Ed è proprio sul web che è inoltre nato il gruppo “Onda Calabra animalista”, il quale ha raccolto tantissimi volontari, associazioni, appassionati da tutta la Regione. Un impegno concreto che dopo diverse riunioni, alle quali ha partecipato anche la presidente della consulta animali lametina Clara Solla, è giunto ad un importante traguardo. Massimo Scura ha infatti mantenuto la promessa: Il 18 ottobre il commissario ad acta per la sanità incontrerà il gruppo insieme alla task force veterinaria, ma anche ai dirigenti delle diverse aziende sanitarie e al presidente regionale Anci. La promessa è di riuscire ad ottenere un impegno concreto e duraturo per la lotta al randagismo.

Clara Solla (Consulta animali): “Molte richieste inascoltate”
“Sono tante le richieste che abbiamo fatto all’amministrazione comunale in merito – ci dice appunto Clara Solla, presidente della consulta animali al Comune di Lamezia – I cani ricoverati stanno bene e si prova a fare il più possibile, ma di sicuro parliamo di una struttura ormai stracolma, che andrebbe modernizzata al più presto, che avrebbe bisogno di un’area più adeguata per lo sgambettamento o di un ambulatorio più idoneo. Avevamo poi chiesto cestini appositi per le deiezioni canine o anche box nei pressi delle più grandi rotatorie per far riparare i randagi soprattutto d’inverno. Ma soprattutto – aggiunge ancora la Solla – avevamo fatto riferimento all’assessorato del Comune per fondi disponibili e mai utilizzati che servirebbero per un adeguamento della struttura”.

La Solla comunica come ogni giorno, le segnalazioni di randagi sul territorio siano innumerevoli, non solo nei pressi dell’ospedale cittadino o su via del Progresso ma anche a Zangarona o a San Pietro Lametino, ricordando come sia anche un’emergenza che riguarda i gatti, per i quali le soluzioni si rivelano ancora più difficili, non essendo ancora previsti gattili o l’istituzione di colonie feline. “In terza commissione – aggiunge – avevamo inoltre chiesto un controllo della polizia municipale anche mensile sui microchip dei cani padronali e un vero e proprio protocollo sulle sterilizzazioni, ma in molte cose siamo stati inascoltati”.
150mila euro per l’adeguamento del canile comunale
Presto però, per la struttura, potrebbero sbloccarsi dei fondi. Dal Comune e dalla Polizia Municipale fanno sapere che si potrebbe infatti attingere da un finanziamento regionale che tanto tempo fa fu stanziato e destinato all’adeguamento del canile già esistente. Circa 150mila euro che non furono poi utilizzati quando sorsero problemi con la discarica che si trova a poca distanza. Dagli uffici veterinari per l’assessorato alla sanità regionale, si sta così aspettando l’ok per poter utilizzare somme che risalgono ormai a più di dieci anni fa. “Si tratta di un finanziamento regionale un po’ datato - precisa il dirigente Zucco – che non avevamo utilizzato per via di alcuni problemi con la discarica e stiamo ora aspettando il placet dalla Regione per circa 150mila euro che ci consentirebbero di modernizzare e ampliare la struttura, rendendola conforme alla normativa vigente”.

Sul problema randagismo a largo spettro il dirigente Zucco chiarisce poi: “In una situazione come quella attuale, dove il canile è sovraffollato, stiamo cercando insieme all’Asp di ovviare solo ai casi particolari, sostanzialmente ricoveriamo cani investiti, feriti o particolarmente aggressivi. Il procedimento secondo normativa, ossia di prendere il cane, chipparlo, sterilizzarlo e immetterlo nuovamente sul territorio, è un po’ più complesso perché necessiterebbe di un giudizio di natura prognostica da parte del veterinario Asp. Un problema, secondo Zucco, resta inoltre quello della mancata istituzione dei canili provinciali. “Il nostro canile – precisa – non svolge solo la sua normale funzione di canile, quanto supplisce ad una mancanza di quello sanitario, ad esempio per cani in convalescenza.
Da un anno abbiamo poi un tavolo con l’Asp per approfondire la problematica dell’accalappiamento e della reimmissione dei cani, sui quali spinge la normativa sia nazionale che regionale. Su questo abbiamo ancora dei problemi, in quanto, quando immettiamo il cane sul territorio dobbiamo essere certi che non sia pericoloso, e per questo servirebbero figure particolari, veterinari comportamentalisti che attualmente non ci sono. Ad ogni modo stiamo puntando – conclude Zucco – all’ampliamento del numero dei posti del canile e poi soprattutto su una politica d’affidamento che deve essere la vera panacea per il sovraffollamento”.
Incremento adozioni, “serve comunicazione più efficace”
L’ostacolo principale per lo svuotamento del canile resta infatti proprio quello del mancato incremento delle adozioni. Al momento, su 596 cani presenti nella struttura (maschi tutti già sterilizzati), ne sono stati affidati 35 nel corso dell’ultimo anno, ma si potrebbe fare di più. Servirebbe sicuramente una comunicazione più efficace: “Non è presente una pagina facebook ad hoc – segnala la Solla – sul sito della Multiservizi non ci sono foto di cani adottabili, non si incrementano iniziative per le adozioni anche dei cuccioli, non sono presenti gli orari di apertura e in effetti in molti non riescono nemmeno a reperire informazioni dettagliate su dove si trovi il canile”.
Alessandra Renda
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