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Lamezia Terme - Secondo Capodanno consecutivo in piena pandemia. Chi sperava che, con l’arrivo dei vaccini, il numero dei contagi sarebbe diminuito drasticamente anche durante la stagione più fredda, è, purtroppo, rimasto deluso. Sia chiaro, grazie alla vaccinazione di massa, a parità di contagi, rispetto a fine 2020 - inizio 2021 il numero dei decessi si è ridotto di circa sei volte, e questo è un aspetto di non poco conto, ma, complice pure la nuova variante Omicron che, essendo molto più contagiosa, sta ormai prendendo il sopravvento, da qualche giorno solo in Calabria si stanno registrando più di 1500 positivi ogni ventiquattr’ore. Aumento esponenziale dei casi che, ovviamente, si ripercuote sulla pressione ospedaliera e sulla richiesta di tamponi. Ci riferiamo soprattutto a quelli molecolari che, dietro segnalazione dei medici curanti al Dipartimento Prevenzione per il Covid, a Lamezia da un paio di giorni vengono ora fatti presso il parcheggio del vecchio ospedale di Colle Sant’Antonio.

Dato l’ormai forte incremento dei contagi, e, di conseguenza, anche delle persone entrate a contatto con soggetti nel frattempo risultati positivi, è nuovamente andato in tilt il sistema di tracciamento. Sono diversi i nuclei familiari lametini in quarantena precauzionale da diversi giorni, in attesa di essere convocati per sottoporsi al drive-in. E’ il caso di una famiglia di quattro persone, tra cui due figli in tenera età, residente nel quartiere Sambiase che, a seguito della febbre sospetta che ha colpito i propri figli, si è giustamente subito messa in auto-quarantena, con contestuale immediata richiesta, da parte della pediatra dei due ragazzini, agli uffici preposti per far sottoporre l’intero nucleo familiare al tampone molecolare. Era lo scorso 23 dicembre quando è stata inoltrata la segnalazione. Nei giorni successivi anche la madre ed il padre hanno a loro volta accusato sintomi, febbre in primis, che, vista pure la tempistica, lascerebbero pensare ad un contagio familiare da Covid. Ebbene, solo stamattina, venerdì 31 dicembre, peraltro con appena un’ora e mezza di preavviso, è arrivata la convocazione per sottoporre i due minori al drive-in presso l’ex ospedale cittadino. “Siamo stati letteralmente abbandonati al nostro destino, dallo Stato, per otto lunghi giorni – ci dice il giovane padre -. Chiusi in casa senza ricevere un minimo di assistenza, neanche telefonica. Avrò fatto diverse decine di telefonate senza ottenere alcuna risposta. Potevamo anche morire praticamente. Se non fosse stato per l’aiuto di qualche amico o parente, che hanno provveduto a lasciarci davanti la porta ciò di cui abbiamo avuto bisogno in termini di medicinali e generi alimentari, buio e isolamento totale. Nonostante tutto ciò, – conclude amaramente il proprio sfogo - per non mettere in pericolo la salute di altre persone, noi quattro siamo rimasti barricati in casa, ma al posto nostro magari qualcun altro non si sarebbe comportato in maniera così coscienziosa”.

F.G.

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