
Lamezia Terme - Una festa di San Francesco d’Assisi sobria, quella che si è celebrata quest’anno a Santa Maria degli Angeli, chiesa del convento dei Cappuccini di Lamezia, la cui comunità al termine della novena e del triduo preparatorio si è riunita nei suoi vari gruppi nella celebrazione dell’eucaristia. La messa non è stata presieduta dal Vescovo, impegnato nella Conferenza Episcopale, ma dal Superiore del convento, fra Giuseppe Sinopoli.
“Perché tanta fede di fronte a quest’uomo piccolo, come lui stesso amava definirsi? Perché ha saputo accettare i consigli evangelici sull’esempio di Cristo”, ha sottolineato il Superiore parlando della figura del Santo di Assisi, il quale “rimase diacono, e non divenne mai presbitero, poiché si sentiva indegno, e continuò sempre a vivere in austerità povera, nella semplicità degli ultimi, nella carità di Cristo, portandone ovunque la Parola dopo averla meditata in solitudine, maciullando il suo corpo di penitenze per partecipare della sua passione. E fu così forte la sua dedizione che il Signore ha voluto segnarlo nella carne. Non è facile annunciare il vangelo se non ci si avvicina a Cristo nella preghiera e nella penitenza”. Frate Sinopoli, dopo il passaggio sull’umiltà di Francesco, ricorda come il povero di Assisi fu anche uomo di cultura, autori di liriche dedicate alla Vergine e al Creato, senza smettere di sentirsi indegno ma tuttavia anelando al Cielo. E conclude: “Abbiamo tanti lacci che ci tengono legati alla terra e abbiamo bisogno di slegarci per volare, per realizzare il sogno di Dio che è la nostra vera letizia”.

Al termine della celebrazione è stato benedetto un quadro in olio e acrilico donato al convento dall’artista Raffaele Mazza in occasione della festa, raffigurante il francescano Sant’Antonio con i colori dello stemma araldico della città. La messa è stata animata dal Coro Frate Sole diretto dal Maestro Sara Saladino.
Giulia De Sensi
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