
Lamezia Terme - "Dimissioni di De Metrio e commissariamento immediato della Sacal. E' questo quello che noi chiediamo e che ci aspettiamo". In vista del Cda che si terrà domani, convocato in tarda mattina, la conduzione della Società di gestione degli aeroporti calabresi, è stata al centro della conferenza stampa che si è tenuta nella sede regionale della Filt-Cgil Calabria e alla quale hanno preso parte il segretario generale Angelo Sposato, Nino Costantino ed Enzo Scalase. Le ultime vicende relative a quella che è stata definita la "scalata privata" ai vertici della Società, continuano a tenere alta l'attenzione della politica e del sindacato calabresi.
Costantino ha parlato delle denunce della Cgil "già nel mese di luglio, chiedendo peraltro una visita ispettiva presso i tre aeroporti, cosa che è avvenuta il 9 novembre. La cosa grave - ha stigmatizzato il responsabile regionale di categoria - sono stati i molti silenzi. Adesso piangono le classiche lacrime di coccodrillo. La vicenda è seria, come ha detto anche il presidente Occhiuto parlando di vicenda oscura, dai contorni da chiarire. La prima cosa che però deve chiarire Occhiuto è: il rappresentante della Regione in seno al Cda della Sacal si chiama De Metrio. E' il componente del Consiglio di amministrazione ed è anche il presidente. Domani mattina cosa dirà in seno al Cda della Sacal dopo questa situazione che si è venuta a creare? Noi crediamo che De Metrio debba dimettersi già stasera, prima del Consiglio d'amministrazione. Non può rappresentare la Regione Calabria prima che succedono queste cose. Proprio De Metrio è stato colui che ha creato condizioni poco chiare nel rapporto tra il Sindacato e l'azienda nel corso di questi mesi. A cominciare dal fatto che non ci ha dato il Piano industriale. Lo abbiamo chiesto perché vogliamo sapere quali investimenti ci sono, quanti se ne prevedono, quanta occupazione è prevista sia quantitativamente che qualitativamente. Cosa che non possiamo sapere. Tutto ciò ci fa dire che, il processo che è iniziato da parte dell'Enac, attraverso la rescissione della concessione e la nomina di un commissario, va portato a compimento. Un commissario però a tempo - ha sottolineato Costantino - cioè per il tempo necessario per fare un bando serio che garantisca la prevalenza del pubblico sui privati e poi ovviamente che garantisca l'occupazione".
Lo Statuto e il controllo della Società
Il tema "saliente" di queste ore è il controllo della Società e cosa recita a tal proposito lo Statuto della Sacal in merito alla guida in mano ai privati. Sul punto, così ha proseguito Costantino. "A noi non sembra che è possibile una cosa del genere. Una cosa però è chiara, bisogna capire se l'azienda è a partecipazione pubblica o se è invece controllata dal pubblico. Noi abbiamo gli elementi per sostenere che è controllata dal pubblico". Nel merito, Costantino ha mostrato alla stampa una lettere del 2018 nella quale si evince che la Sacal è una "società in controllo pubblico". Per "stessa ammissione della Sacal, con documenti ufficiali". E poi l'accusa sulle recenti scalata e su come è avvenuta. "Ma una sola famiglia - si è chiesto l'esponente sindacale - la famiglia Caruso, poteva essere in grado di arrivare a tutto questo o dietro a questa situazione c'è invece un pezzo di mala politica che si è interessata male del sistema pubblico della mobilità di questa regione?". E ancora "sono in arrivo tanti fondi, può un privato gestirli in un'azienda pubblica?".
Anche dal segretario generale Sposato strali verso la politica. "Quando fa delle scelte che riguardano la collettività - ha detto - deve essere trasparente, chiara. Tutto è possibile da un punto di vista giuridico, ma bisogna avere la chiarezza e la trasparenza di dire quale è la mission che si vuole dare ad una Società che noi abbiamo condiviso nell'ambito del primo Piamo industriale che fosse a partecipazione pubblica. Se hanno cambiato idea, avrebbero dovuto dirlo perché nel frattempo ci sono state esternalizzazioni di servizi che hanno mandato a casa persone, lavoratori, donne, uomini e il secondo Piano industriale che hanno voluto cambiare di notte, non lo hanno mai voluto consegnare al punto tale che le categorie sono dovute arrivare a rivolgersi alla magistratura. Non si può giocare a nascondere le carte quando si parla di logistica, di viabilità e di asset strategici importanti. Capisco che la Calabria è una regione non normale, ma ecco perché noi dovremmo farla diventare normale. E questa vicenda merita trasparenza e bisogna capire come si sono svolte tutte le procedure a partire dalle responsabilità del vertice di Sacal. In questo momento anche i calabresi vogliono saperne di più. Come è possibile che un'azienda che nasce a partecipazione pubblica riceva una quota importante da privati senza che nessuno ne sappia niente? Al punto tale che il presidente Occhiuto grida alla scandalo come ha fato in questi giorni, non consapevole che fino a qualche settimana fa c'era qualcuno della stessa maggioranza che ha consentito che ciò avvenisse".
"Come categoria - ha evidenziato dal canto suo Scalese - abbiamo messo in campo iniziative affinché si facesse chiarezza su alcune questioni che abbiamo sempre chiesto e sulle quali non abbiamo avuto risposte. Oggi registriamo che quelle denunce, quelle missive, addirittura una richiesta di una Conferenza dei servizi, oggi vengono alle luce. Non possiamo far finta che chi ha responsabilità non venga perseguito e rispondere per quello che ha fatto. Chiediamo chiarezza e ci riserviamo per come procedere. Per il resto c'è la magistratura che farà il suo. Ci riserviamo di presentare un esposto alla procura della Repubblica per vedere se ci sono responsabilità pure per la gestione. Qui si tratta del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma soprattutto per il futuro della Calabria, perché si tratta di una Società che gestisce gli aeroporti calabresi ed è un bene pubblico".
Antonio Cannone
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