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Lamezia Terme, 20 marzo - Probabilmente non si erano fidati degli "Italiani", non credevano possibile che lo Stato italiano chiudendo i Cara, i centri d'accoglienza per immigrati durante l'emergenza Nord Africa, consegnasse loro un assegno da 500 euro ciascuno. Così, 18 tra quelli ancora presenti nei centri lametini di Magolà, Feroleto e Falerna, avevano deciso di aspettare. Quando hanno visto che non si trattava di uno scherzo e che, i loro connazionali, andavano via dal commissariato di Lamezia con un assegno da 500 euro, hanno deciso di presentare la relativa istanza. Purtroppo, la loro decisione è arrivata in ritardo rispetto ai tempi  previsti dal Ministero degli Interni che considerava ormai chiusa la pratica. Chi, infatti, ha accettato entro i termini stabiliti ha ormai incassato il bonus, chi si è deciso solo oggi rimane fuori. Ma gli immigrati non ci stanno, non capiscono, protestano davanti al Commissariato di Lamezia e non hanno intenzione di andarsene fino a che lo Stato italiano non darà loro quanto spetta di "diritto". Una situazione delicata.

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Dal Commissariato hanno spiegato la situazione alla Prefettura che ha allertato il Ministero. Da quest'ultimo fanno sapere che vaglieranno la situazione e vedranno se elargire o meno i bonus, nonostante la scadenza dei termini. Intanto gli immigrati sono stati informati dal personale del Commissariato che ha spiegato loro la situazione, ossia che ormai i termini per richiedere l'assegno da 500 euro sono scaduti. Ma gli immigrati credono che si neghi un loro diritto, che anche se non hanno  prodotto istanza entro i termini, da qualche parte lo Stato Italiano abbia i "loro soldi" e non voglia darglieli. In tanti attendono di avere notizie dal Ministero. C'è anche chi si è fatto un viaggio dal nord Italia per ritornare a battere cassa. I Centri ormai si avviano verso la chiusura e sono stati quasi del tutto svuotati. Solo in quello di Falerna sono presenti alcuni immigrati ma, in quel caso, dovrebbero pagare un affitto al proprietario della struttura come privati cittadini. Altri hanno trovato un lavoro e sono rimasti, mentre altri vogliono andare via. Come i 18 immigrati che aspettano, però, di incassare prima la buona uscita.

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