
Lamezia Terme - Catene, bavagli, banconote false e tanti palloncini arancioni a inondare il cielo: questi gli oggetti simbolo del flash mob organizzato nello spiazzo antistante la Stazione Centrale di Sant’Eufemia – Lamezia per l’undicesima Giornata Europea per la Lotta alla Tratta di esseri umani istituita dal Ministero delle Pari Opportunità, cui hanno aderito anche quest’anno numerosissime città d’Italia, all’insegna del motto #liberailtuosogno.

A Lamezia l’iniziativa è stata promossa da Comunità Progetto Sud, Associazione Mago Merlino, cooperativa Il Delta, Fondazione Città solidale di Catanzaro. Queste realtà, dopo aver lanciato, attraverso i tanti partecipanti, il grido provocatorio “corpi in vendita”, si sono rese firmatarie, in accordo con l’ASP di Catanzaro, di un protocollo d’intesa per l’osservazione, la prevenzione e il contrasto al fenomeno della tratta di esseri umani con finalità di sfruttamento sessuale, lavorativo, d’accattonaggio, già fortemente radicato nel territorio della provincia.
A rappresentare il direttore dell’ASP Giuseppe Perri, le dottoresse Napoli, Talarico, Chiarella, che in Piazza Italia, insieme alla referente di Comunità Progetto Sud Marina Galati, hanno concluso la festosa manifestazione. “Da soli non si va da nessuna parte, – ha dichiarato in particolare la dottoressa Napoli – lavorare in squadra permette invece di raggiungere obiettivi più ardui. I referenti dell’accordo sono persone che lavorano già in ambiti collegati all’immigrazione e promuoveranno una serie di azioni condivise.”
Si parla esattamente di promuovere la formazione e l’acquisizione di competenze specifiche degli operatori sanitari e del sociale in questo settore, in maniera da favorire e condividere la presa in carico di “casi vulnerabili” attraverso un lavoro che coinvolgerà un’equipe mista di professionisti creata ad hoc dall’azienda sanitaria e dalle associazioni partner, nella forma che il Ministero definisce “Multiagenzia”. Ci si propone così di ottenere una risposta qualitativamente migliore rispetto ad un problema di portata ormai gravissima che nega la dignità della persona disintegrandola dal punto di vista psicologico e sociale.
Giulia De Sensi



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