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Lamezia Terme - Gli studenti dell’Ipsars di Lamezia hanno aderito al progetto “Ragazzi in aula” promosso dal Consiglio regionale e si sono recati in visita alla sede di Reggio Calabria accompagnato da tre insegnanti. La scuola offre agli studenti un corso di odontotecnico grazie anche alla dotazione di un moderno laboratorio. Questo laboratorio è composto da una serra di un’azienda agricola e di una vigna annessa alla scuola dove gli studenti  operano come in un grande laboratorio all’aperto per sviluppare quelle conoscenze  utili all’inserimento nel mondo del lavoro. I ragazzi nella sede del consiglio regionale hanno seguito l’esposizione della guida che ha illustrato le caratteristiche strutturali del palazzo regionale e poi le competenze del Consiglio regionale, prima fra tutte l’attività legislativa. Così gli studenti si sono soffermati davanti il dipinto che raffigura il grande calabrese Tommaso Campanella; il santo San Francesco di Paola - patrono della Calabria - dipinto all’atto di attraversare lo stretto di Messina sul proprio mantello. Quindi hanno ascoltato il mito di Scilla e Cariddi, le due ninfe trasformate in mostri che affondavano le navi tra le coste della Calabria e della Sicilia. O il mito della ninfa Aretusa inseguita dal fiume Alfeo innamorato di lei.

E poi ancora nelle sale del Consiglio regionale quella dedicata a Giuditta Levato uccisa da un servo al servizio di un latifondista mentre rivendicava con altri contadini la terra con cui sfamare i propri figli. Un percorso storico e artistico riprodotto anche in altro affresco che per metafore rappresenta le vicende della Calabria, le sue sofferenze e gli sforzi per progredire ed affrancarsi dal sottosviluppo e dalla mafia,  tutto questo sapientemente raccontato  ha attirato l’attenzione dei ragazzi. La seconda parte della visita è stata incentrata sulle competenze legislative, amministrative e di bilancio della regione, sul significato del suo simbolo e sui contrasti degli anni settanta quando Reggio Calabria e Catanzaro si contesero la sede del Capoluogo di regione. I disordini che scoppiarono a Reggio provocarono l’intervento dell’esercito e parecchi furono i morti, moltissimi i feriti, tante le distruzioni e gli incendi di auto e negozi, fino a quando dopo circa 7 mesi di rivolta si raggiunse un accordo per cui a Catanzaro rimase la sede del Capoluogo e della Giunta Regionale mentre a Reggio Calabria venne stabilita la sede del Consiglio regionale.

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