
Lamezia Terme, 19 novembre – “Due uomini sulle barricate nella lotta alla mafia calabrese”. Questo il tema del convegno che ha visto questa mattina per protagonisti il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso (in collegamento via internet dal Canada dove attualmente si trova) all’Istituto Tecnico per Geometri. Tanti studenti hanno affollato la sala riunioni dell’istituto in attesa di ascoltare e porre domande al magistrato Gratteri che il tempo libero preferisce dedicarlo ad incontrare gli studenti per cercare di scuoterli dal torpore del pensiero globalizzante. A prendere la parola è stato all’inizio il presidente del Premio Anthurium, Francesco Ruberto. Un premio dato a Gratteri e Nicaso, dall’associazione Anthurium che ha organizzato l’evento. Il primo intervento, però, è stato quello di una donna, ossia quello di Maria Teresa Morano presidente del Fai (Federazione Antiracket Italiana) che ha voluto testimoniare il perché del suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata. La Morano ha spiegato ai giovani che proprio quando aveva la loro età, la sua famiglia a Cittanova subì un’ intimidazione e che, proprio dal sostegno dato a suo padre in quella occasione nel denunciare i loro estorsori, decise poi di farne una ragione di vita contribuendo a fondare la prima associazione antiracket e poi quella di Lamezia. Applausi dei ragazzi e poi l’atteso intervento di Gratteri. Gratteri non ci gira intorno, è un fiume in piena che riesce, con esempi comuni e pratici, a cogliere subito l’attenzione di tutti i presenti: prefetto Reppucci, il preside Vescio, il capitano dei carabinieri Lamezia Fabio Vincelli, il sindaco Speranza e il suo vice Cicione, così come i docenti intervenuti fino al singolo studente nelle ultime file della sala. Ma è proprio a questi ultimi a cui è dedicato l’incontro.

E proprio ai giovani Gratteri si rivolge. Basta piangersi addosso, essere servi di chi ha il potere. C’è bisogno di reagire, di non uniformarsi, di sapersi costruire un pensiero critico dopo anni in cui la nostra regione è stata depredata grazie al silenzio/assenso degli stessi calabresi a chiunque arrivasse a comandare. Non parla, Gratteri, per luoghi comuni, ma va diritto nel suo dire per esempi pratici tanto da incentrare tutto il suo intervento nello spiegare “perché non è conveniente essere ndranghetista”. Gratteri spiega che s’incomincia con lo spaccio, nel fare il corriere in giro per l’Italia guadagnando sui 1500 euro. Però nel proprio contesto si fa "i grandi", si gira con le macchine di moda, si paga da bere agli amici, si conquistano così le ragazze e ci si sposa subito, come è costume nella ‘ndrangheta. Tutto bene fino a che non si viene beccati ad un controllo e si finisce in galera. Dalla Calabria allora arrivano i cosiddetti “avvocati della ‘ndrangheta” mandati lì più che altro per controllare che il loro affiliato non parli e "non faccia sciocchezze". Si garantisce un vitalizio minimo a lui e alla famiglia, le donne di mafia prendono quasi sempre psicofarmaci per andare avanti avendo capito ma preferendo rimanere in silenzio. Spesso lo stesso capo clan in visita alla moglie dell’arrestato abusa di lei. Una vita che non è solo quella della grossa macchina o del capo firmato. Allora il giudice domanda se non sia meglio impegnarsi in qualcosa di utile, magari anche rinunciando subito alla carriera universitaria se non si ha voglia di perdere anni preziosi, ma concentrarsi su delle idee positive, svilupparle e darne concretezza. Ecco, questo ha detto Gratteri ai giovani. Meglio essere idraulico, aprire una serra con pannelli fotovoltaici o una piccola attività, che non marcire in galera, vivere sotto scacco per se stessi e per la propria famiglia.


Meglio quindi essere liberi vivendo una vita, anche modesta, ma tranquilla e dignitosa, senza dover dire grazie se non a noi stessi. Anche Antonio Nicaso, in un breve collegamento dal Canada, ha ribadito quanto affermato da Gratteri nel suo appassionante discorso ai giovani. Nicaso ha parlato ai giovani che sono e devono essere il presente di questa regione e di diffidare da chi parla e vede loro semplicemente come un futuro vago ed indeterminato. Ciascuno dei giovani, nel loro piccolo, è chiamato a non scappare, ma a costruire, ciascuno a suo modo, una nuova idea di Calabria dopo anni di giogo del potere, spesso mafioso, tenuto in vita da noi stessi e dall’importanza che abbiamo dato loro nel vivere quotidiano. C’è bisogno di spezzare la mentalità della deferenza, dello sminuirsi nei confronti del più forte, crearsi uno spirito critico che vada al di là di schemi precostituiti. Gratteri, rispondendo a delle domande, è stato sollecitato a parlare della particolare condizione in cui, a seguito di arresti, pentti e bombe, si trova ora la città di Lamezia. Il Procuratore di Reggio ha spiegato che quella che si è creata a Lamezia è una grande occasione che la società civile, giovani e adulti, che non devono sprecare per essere finalmente persone libere e dignitose. Ai giovani ha più volte rimarcato di studiare e formarsi uno spirito critico per poi fare qualcosa di buono per la città. Lezioni di vita appassionanti di cui gli studenti dell’Itg hanno potuto trarre quella forza dirompente data della semplicità e linearità delle cose dette come insegnamento per un futuro migliore.
Virna Ciriaco
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