
Lamezia Terme - “Alcuni mesi fa sono stato contattato dai commercianti di Piazza Mazzini - informa in una nota Danilo Greco presidente associazione terra futura e portavoce comitato piazza Mazzini - volevano mettermi assolutamente a conoscenza delle gravi situazioni di disagio che stavano vivendo a causa dei lavori di rifacimento della Piazza. Ho trovato un gruppo di persone sconfortato, oppresso dal silenzio mediatico e politico sulle loro problematiche. Mai erano stati accolti dal Sindaco o chi per lui per ascoltare ciò che avevano da dire, nessun esponente politico aveva seriamente preso a cuore la loro vicenda salvo qualche comunicato stampa di circostanza, piazza Mazzini era abbandonata al suo destino. Ascoltando commercianti e residenti quasi non potevo credere alle mie orecchie, non solo i lavori portavano più di un anno di ritardo ma tutto, proprio tutto nella progettazione della piazza era stato sbagliato, dagli scarichi per le acque pluviali fino ai parcheggi, dal senso di marcia delle corsie che circondano la piazza fino agli spazi destinati per lo scarico merci. Il quadro descritto era veramente preoccupante, oltre ai disagi, i commercianti, denunciavano a causa del protrarsi dei lavori un calo delle vendite di circa il 70% e a causa di ciò molti rischiavano la chiusura. Li ho ascoltati, come avrebbe dovuto fare l’Amministrazione prima di iniziare i lavori, e abbiamo dato inizio alla protesta. Abbiamo costituito un Comitato Civico, abbiamo convocato delle conferenze stampa per rendere noto a tutti in città la vicenda. Siamo stati ricevuti finalmente e per la prima volta dal Sindaco e dall’Ass. Piccioni e in quella sede abbiamo espresso tutte le problematiche e le possibili soluzioni. Pacificamente, senza fare casino fine a se stesso. Abbiamo messo l’Amministrazione nelle condizioni di capire che c’erano delle situazioni emergenziali e in qualche modo l’abbiamo costretta a darsi una svegliata. A quell’incontro ne sono seguiti altri e finalmente in autunno è arrivato il primo risultato. La Piazza è stata aperta parzialmente, mentre sono rimaste chiuse solo alcune zone in cui i lavori sono ancora in corso. Un primo passo è stato fatto nella direzione di risolvere i problemi. E’ di ieri invece la notizia dell’approvazione della modifica al progetto di riqualificazione della Piazza, modifica che ci era stata promessa in un incontro tenuto al Comune con l’Ass. Piccioni qualche mese addietro, che prevede l’aumento sensibile del numero di parcheggi disponibili, grazie al trasferimento del terminal bus delle linee urbane da Piazza Porcelli a piazza Mazzini, creando appunto in Piazza Porcelli una nuova serie di parcheggi a servizio dell’intera area. Rimane confermato inoltre il terminal bus in Piazza Mazzini per le linee extra-urbane a lunga percorrenza. Questi altri non sono che risultati di un lungo e paziente lavoro di mediazione tra i cittadini e l’amministrazione, risultati di una protesta non fine a se stessa, di una protesta tesa ad ottenere risultati concreti, tesa a risolvere veramente i problemi. Ora, sicuramente quanto è stato fatto dall’Amministrazione non solo arriva tardi ma è ancora insufficiente. Oltre al fatto che ancora ci sono lavori in corso, rimangono ulteriori dubbi sulla funzionalità complessiva della Piazza stessa. C’è però da riconoscere che un’Amministrazione che in un primo momento si è dimostrata sorda, dopo l’intervento del nostro Comitato ha iniziato ad ascoltare, che da una situazione di stallo totale, dopo l’intervento del nostro Comitato buona parte dei lavori sono stati ultimati e alcuni interventi di modifica al progetto sono stati apportati. Gli unici risultati ottenuti su Piazza Mazzini, per quanto non definitivi, sono stati ottenuti dal nostro Comitato. Abbiamo dimostrato come le cose si possono fare, se c’è la volontà, se c’è la costanza, se pur non avendo nessun potere non si fa protesta fine a se stessa, non si urla e basta ma si individuano le soluzioni. Di questo ha bisogno la nostra città, di strategia e di sviluppo, non di demagogia, non di populismo, ma di un’Amministrazione che si metta seriamente a risolvere i problemi della gente, di difendere la nostra città come fino ad oggi non è mai stato fatto”.
Gianturco (CasaPound): “Greco smemorato su piazza Mazzini, dov'era il 5 ottobre?”
“Ci rallegriamo che finalmente Danilo Greco abbia inteso oggi rendere noti i propri meriti a proposito della “questione piazza Mazzini” e troviamo quanto mai azzeccata la scelta di rivelarlo in un comunicato proprio oggi, poiché finora nessuno si era mai accorto della sua "mediazione" e del suo spendersi per la causa fino alla risoluzione della questione. Rischiavamo quasi di farci sfuggire un tale salvatore della patria. E, sarà che siamo un po’ distratti, ma noi di CasaPound proprio non riusciamo a ricordare tale Danilo Greco il 5 ottobre in piazza Mazzini, a far presente insieme ai commercianti i problemi ancora insoluti che il sindaco Speranza e l'assessore ai Lavori pubblici Piccioni tentavano di nascondere con la “non-inaugurazione” di una piazza ancora incompleta. Non ci risulta la sua presenza né le cronache registrano alcuna sua lamentela per la suddetta farsa. Continuiamo ad analizzare foto e video e proprio no, non troviamo nulla. O forse magari era quella persona che da lontano osservava i commercianti in protesta. Probabilmente si. Al contrario insieme ai commercianti, c’eravamo invece noi a confrontarci animatamente con Speranza e Piccioni in fuga tattica e assediati da chi, lavorando in zona, ha paura delle ricadute economiche dello scempio costruito da quest’amministrazione comunale. Siamo comunque d'accordo con Greco quanto (molto elegantemente) nel comunicato scrive che non serve "fare casino fine a se stesso", ma la sua strategia dell’invisibilità è proprio una gran trovata. E siamo d'accordo anche su un altro rilievo: non servono demagogia e populismo. Ecco perché troviamo di cattivo gusto la sua speculazione su una vicenda ancora lontana da una lieta conclusione: sarebbe il caso almeno di aspettare tempi migliori prima di vantare meriti (peraltro molto ipotetici). Dopo di che, segnaliamo allo smemorato Greco, il quale parla di una sua battaglia solitaria, che CasaPound già il 21 settembre scorso, ad esempio, denunciava: “I lavori in piazza Mazzini (ex piazza d’Armi) devono essere immediatamente ultimati. Un lavoro di 10 mesi si è protratto di ben 2 anni e ancora è in alto mare. I commercianti della zona stanno subendo un grave danno economico”. Un nostro intervento che già individuava criticità e soluzioni di cui Greco forse si è reso conto un po’ tardi: "Con quest’ammodernamento - osservavamo tra le altre cose - sono andati persi tantissimi parcheggi (grave danno questo sia per i residenti che per le numerose attività commerciali), c’è un forte traffico a ogni ora del giorno, creato anche dall’apertura dell’accesso che porta in via Cassoli". E se il 28 settembre lanciavamo la campagna di acquisto solidale per i commercianti di piazza Mazzini, con tanto di hashtag ed evento sui social network, ancora pochi giorni fa, il 4 febbraio precisamente, a riprova di un impegno continuativo, proponevamo l'istallazione della rete wi-fi gratuita presso piazza Mazzini come piccolo atto teso a far recuperare alla piazza la sua funzione aggregativa, combattendo degrado e abbandono. Infine invitiamo Greco a passeggiare costantemente in quella piazza ed a scambiare qualche parola anche con la ditta costruttrice, in modo tale che anche anch’essi possano ricordarsi oltre al nome, anche il suo volto”.
Danilo Greco risponde a Mimmo Gianturco
“Caro Mimmo, il tuo comunicato mi ha fatto sorridere. Per capire se ho fatto opera di mediazione e se mi sono speso per Piazza Mazzini o no ti sarà sufficiente fare una veloce ricerca google associando il mio nome a quello della piazza, o meglio potrai andare a chiederlo direttamente a tutti i commercianti di Piazza Mazzini, insieme ai quali, ho combattuto questa battaglia. Dov’ero il 5 ottobre dici? Sì, hai ragione, guardavo da lontano. Guardavo da lontano un po’ dispiaciuto un po’ sconcertato che qualcuno si fosse svegliato una mattina a gridare cose che il Comitato Piazza D’Armi ed io avevamo già denunciato a mezzo stampa molto tempo prima, guardavo da lontano qualcuno che pur di accaparrarsi l’attenzione dei giornali urlava con foga contro il Sindaco e l’Assessore Piccioni cose che già erano state chieste in appositi incontri al comune tra i commercianti e l’amministrazione. Guardavo da lontano, azioni assolutamente fuori luogo che hanno trasformato una giornata in cui si doveva festeggiare un risultato, per quanto parziale, in una bolgia. Caro Mimmo, il 5 ottobre hanno aperto parte della Piazza non per virtù dello Spirito Santo, ma perché il Comitato ed io ci siamo mossi ripetutamente nei confronti dell’amministrazione comunale. Dici che il 21 settembre Casapound esce con un articolo ma ti prego di stare più attento ai giornali se vuoi parlare di quello che fanno gli altri, perché già il 5 luglio scorso il Comitato ha fatto emergere a mezzo stampa la questione Piazza Mazzini. Mi dispiace che ti sei sentito ferito quando ho parlato di protesta fine a se stessa e populismo, ma nessuno ti ha chiamato in causa, evidentemente però anche con questo articolo dimostri di non sapere quello che dici. Caro Mimmo, quando tu il 5 ottobre ti sei chiesto come mai i lavori non erano ancora terminati, noi avevamo già ottenuto un primo risultato che era quello dell’apertura parziale. Tu il 28 settembre hai fatto quattro righe per l’acquisto solidale, ma quando c’erano 40 gradi a luglio c’eravamo noi a fare i tavoli di mediazione con l’amministrazione. Sono stati persi moltissimi parcheggi, non lo devi certo dire a me, vai a leggere quello che ho scritto nei mesi scorsi, ma se oggi possiamo contare su nuovi parcheggi, non sarà certo grazie alle tue urla del 5 ottobre, stanne certo. Ti do un consiglio, documentati bene o taci prima di attaccare le persone. Senza rancore”.
Gianturco (CasaPound): Da Greco autocelebrazione
“Caro Greco, quel 5 ottobre guardavi da lontano ed, in effetti, a quanto pare, non ti sei neanche reso conto di ciò che accadeva: sono stati commercianti e cittadini a "scagliarsi" giustamente contro il sindaco Speranza e l'assessore Piccioni. Dunque, quando parli delle mie ipotetiche urla, credo tu stia ricadendo nell'attimo di confusione che deve averti colto nel redigere il comunicato di due giorni fa. Personalmente, infatti, sono rimasto ad ascoltare quanto i cittadini avevano da dire (ci sono video a testimoniarlo) finché il sindaco ha pensato bene di lasciare la piazza senza dargli risposte. E' a quel punto che ho preteso, con la foga che tu paventi - quella che tu hai perso col tempo (da incendiario a pompiere in pochi mesi), quella foga che è passione e rabbia di fronte ad un abuso di potere -, che il primo cittadino non voltasse le spalle ai commercianti. E se tu sei riuscito a restare in disparte ed in silenzio guardando questa scena, io invece non sono riuscito a star zitto: questione di modi di fare, c'è chi preferisce la piazza e chi il palazzo, chi ardisce e chi ordisce. Ci siamo occupati di piazza Mazzini già prima di settembre, ma non mi interessava la sfida, non sono abituato a speculare sui problemi della città. E' un fatto, invece, che alla data del 5 ottobre i problemi della piazza erano gli stessi di quelli che tu dici di aver rilevato a luglio. Un altro fatto è la confusione tra successi e concessioni più che dovute e per di più lacunose (l'apertura parziale della piazza con tutte le problematiche ancora da risolvere). Potevi tranquillamente dire che hai lavorato per la piazza senza attaccare le nostre iniziative. Anche perché basterebbe chiedere conto del tutto ai commercianti che si sono rivolti a noi proprio perché evidentemente la tua rappresentanza si era rivelata insufficiente. E, quanto al tuo non esplicito riferimento a noi, è chiaro che se non nomini CasaPound, ma dici "quelli che erano lì”, è perfettamente la stessa cosa. Ma ciò che più mi preme di segnalare è che il mio intervento in risposta al tuo precedente comunicato non conteneva - come alcuni hanno erroneamente spiegato - la pretesa di alcun nostro primato o merito ma soltanto la correzione di una tua affermazione gravemente inesatta, allorché dichiaravi che, oltre te, nessuno si era occupato della questione. Si è trattato di una bugia e di una scorrettezza mediatica e politica che avevo il dovere di far presente. Inoltre, con le tue farneticanti dichiarazioni, non colpisci me o CasaPound, bensì i commercianti e i residenti che hanno voluto protestare e che fai finta di tutelare. Li colpisci solo perché non credono più nelle tue fandonie. Prova a recarti nelle diverse attività commerciali di piazza Mazzini, chiedigli, se ancora si ricordano di te, la loro opinione sul tuo comportamento tenuto nei loro confronti. Prova anche con la ditta costruttrice della piazza. E se trovo francamente ridicola se non disgustosa l'autocelebrazione che ti sei concesso, non piango certo le debolezze altrui e tanto meno ci scrivo comunicati in risposta; ma avevo invece il dovere di replicare al tuo gettar fango su chi ha speso tempo e impegno nella vicenda e che tu hai ingiustamente e senza ragione voluto indirettamente diffamare ed esplicitamente oscurare soltanto per menar vanto delle tue "infinite virtù". Perciò, auspicando che la fastidiosa querelle sia conclusa, #grecostaisereno”.
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