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Lamezia Terme - Padre Zvir Taras, ucraino, è un prete di “frontiera” uno di quelli sempre disponibili e pronti ad aiutare il prossimo, nello spirito umano e religioso della sua missione di vita. In questi giorni si trova presso la parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Lamezia, zona ovest Sambiase. Padre Taras tiene a precisare che appartiene alla comunità ucraina dell’Esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino, presente a Lamezia, Paola, Siderno, Gioia Tauro e Cosenza. Qui in città si adopera per l’assistenza ai profughi ucraini che in questo momento terribile di guerra sono in fuga dalla loro nazione.

“In queste ore devono arrivare altre 40 persone, con pullman, con auto e qualcuno anche con l’aereo. Si procede con la registrazione in Comune e alla Caritas, tutte donne e bambini. Tante mamme e nonne. Sono ricevuti dal vescovo, dal direttore della Caritas, dal sindaco. So che al Seminario stanno predisponendo anche degli alloggi. La Caritas ci sta aiutando per la spesa così come la parrocchia tutta di Santa Maria delle Grazie. Ogni giorno arrivano dalle 5 alle 15 persone. Alcuni sono ospitati da altre famiglie già presenti o da parenti che erano già qui a Lamezia. Gli uomini dai 18 ai 60 anni sono rimasti lì, non possono lasciare il Paese”.

Che procedura si segue?

“Quando arrivano si registrano alla Caritas. Poi si recano a Catanzaro Lido fanno il tampone e vanno alla Polizia di Stato di Lamezia. Dopo 5 giorni fanno il secondo tampone. Quelli che arrivano, dopo queste procedure, ottengono il visto per un permesso di soggiorno di tre mesi. Attualmente sono circa 150 le persone arrivate dall’Ucraina a Lamezia”.

In città c’è già una comunità ucraina. Come sono accolti i nuovi arrivati?

“Sì, ci sono 300 persone di nazionalità ucraina a Lamezia e i nuovi arrivati vengono accolti da questi connazionali che sono qua. C’è molta solidarietà e come Esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, stiamo procedendo ad una raccolta fondi per aiutare i profughi ucraini colpiti dalla guerra”.

Lamezia, dunque, città aperta e accogliente che in queste ore continua a dare dimostrazione di impegno e solidarietà nei confronti dei rifugiati. Così come i volontari e i residenti, operano affinché i bambini che arrivano possano sentirsi a proprio agio. Alcuni, infatti, sono stati accolti in qualche asilo statale mentre per i ragazzi in età scolastica si dovrà pensare in qualche modo a un loro inserimento, se pur si spera temporaneo.

A.C.

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