
Lamezia Terme - “Il senso del lavoro umano e le sfide dell’innovazione”, questo è il tema scelto per il primo incontro della Scuola-Laboratorio di Dottrina Sociale della Chiesa della Diocesi di Lamezia Terme giunta ormai al suo XII anno. Nelle sedi di San Pietro a Maida, Falerna e Lamezia Terme ad intervenire è stato Giuseppe Notarstefano Docente di scienze Economiche Aziendali e Statistiche dell’università degli Studi di Palermo. “Abbiamo iniziato quest’anno a Lamezia Terme nel mese di dicembre insieme a Mons. Santoro alla luce delle Settimane Sociali di Cagliari - afferma Don Fabio Stanizzo Direttore dell’ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro - dal titolo “Il lavoro che vogliamo alla luce della 48^ Settimane Sociali dei Cattolici libero, creativo, partecipativo e solidale”. Quest’anno il tema che ci condurrà sarà proprio il vissuto a Cagliari e questa sera il Professore Notarstefano si soffermerà sul senso del lavoro umano e le sfide dell’innovazione”.
Il Professor Notarstefano nel ringraziare Don Fabio per l’invito e la sua amicizia, sottolinea che quella che stiamo vivendo oggi è sicuramente un’epoca di cambiamenti: “si parla di Industria 4.0, cioè una grande rivoluzione industriale operata dalla combinazione di alcune particolari innovazioni tecnologiche (telecomunicazioni) che combinati con i processi produttivi stanno generando una trasformazione non solo dei luoghi ma di tutti i percorsi e processi della formazione; Sharing Economy, cioè un economia della condivisione; la Green Economy, cioè la scoperta e il rilancio di nuove fonti di energia: le pale eoliche, le fonti alternative, i pannelli solari. Tutte queste forme di trasformazione sono legate a un fattore comune che è l’innovazione tecnologica, cioè una rapida trasformazione degli strumenti tecnici che migliorano la qualità della nostra vita quotidiana. Non c’è dubbio che l’innovazione tecnologica ha migliorato la qualità della vita, ma contemporaneamente ci ha cambiati nel senso che il fatto di essere sempre connessi, sempre raggiungibili trasforma il nostro modo di vivere, la nostra vita personale, la nostra intimità e la nostra privacy. Questo tipo di economia ha un po’ distrutto il territorio e questa ricchezza ci è costata in termini ambientali in maniera enorme: abusivismo, problemi di utilizzo delle risorse naturali, abbandono dei terreni, problema di tutela del territorio e quindi non c’è dubbio che questi cambiamenti che hanno tanto di positivo allo stesso tempo hanno anche un effetto negativo. E’ legittimo interrogarsi su dove stiamo andando, e se sia possibile governare questo percorso di cambiamento, afferma Notarstefano.
Questa globalizzazione non è fatta solo di comunicazione, è una globalizzazione economica perché girano le merci, gira il libero mercato, la libera impresa. E’ una grande trasformazione, però presenta anche degli aspetti problematici: per esempio sono cresciute le differenze. Mentre noi infatti ci arricchiamo altri si sono impoveriti. Sono perciò iniziate le migrazioni epocali perché in nostro modello di sviluppo che spesso ha condizionato lo sviluppo di altri paesi ha generato l’impoverimento (Africa per esempio). Non si tratta quindi di una globalizzazione equa, il Papa parla di inequità i cui effetti non sono uguali per tutte le persone.
Il lavoro è sempre stato caratterizzato come l’azione con cui l’uomo trasforma il mondo, continua il Professore. Si lavora per vivere - e lavorare per vivere implica una trasformazione della società, e noi tutto questo oggi lo abbiamo chiamato mercato. Il lavoro ha visto il passaggio a quello che noi oggi chiamiamo il mercato moderno, perché bisogna lavorare per guadagnare qualcosa. Sempre di più il lavoro è stato trattato come forza lavoro, ma accanto a questo l’uomo ha voluto inserire le macchine che accelerassero i meccanismi con l’obiettivo di eliminare questa fatica. Le macchine hanno sì aiutato l’uomo accelerando i processi della produzione ma allo stesso tempo generato tanto tempo libero e ridotto i posti di lavoro. C’è anche un'altra dimensione del lavoro e cioè l’organizzazione, il fattore lavoro cioè ha preso consapevolezza del suo ruolo sociale. L’idea Cristiana del lavoro è un’idea diversa, il lavoro infatti non è una condanna anzi rappresenta il custodire la terra, lavorare con gli altri e per gli altri. Il senso del lavoro oggi è sicuramente collegato alle trasformazioni tecnologiche, all’innovazione che è il prodotto della ricerca dello studio che viene fatto e che si traduce in applicazioni che condizionano l’organizzazione materiale della vita delle persone. Il lavoro sta quindi cambiando, perché si espande nel territorio, indebolisce i lavoratori come categoria ma allo stesso tempo aumenta il lavoro umano. Come ci poniamo di fronte a questi cambiamenti? Sicuramente in modo positivo, cambiando lo sguardo. Stiamo vivendo un tempo che ci invita a guardare a queste trasformazioni tutte insieme, e solo se sappiamo mettere insieme - dice Papa Francesco – riusciremo a cambiare le cose.
Dobbiamo avere la forza di cambiare il modello di sviluppo, superare questa economia che uccide. Come Cristiani siamo qui per dire che un mondo diverso è possibile. Dobbiamo creare strumenti di controllo politico di questi cambiamenti, abbandonare l’approccio individualista ed essere più presenti nella vita pubblica. Il lavoro, quindi deve essere posto come questione politica per eccellenza, non si può pensare che le politiche sociali siano assistenzialiste anche perché non aiuta. Il lavoro è un esigenza, ecco perché sempre più nelle politiche sociali si parla si inclusione attiva. Bisogna aiutare le persone a capire che si può uscire dalla povertà attraverso il lavoro. Ovviamente tutto questo non lo deve creare lo stato ma esso può creare delle condizioni. Di tutte queste cose noi ne abbiamo parlato alla settimana sociale, abbiamo costruito proposte e presentate al governo. Ma mentre tutti gli effetti negativi di questa globalizzazione sono in atto, ci sono molti imprenditori giovani che cercano di andare in una dimensione diversa, ci sono dei segnali di speranza ed è questo che abbiamo voluto dimostrare con il progetto Cercatori di Lavoro. Sarà ancora possibile una nuova civiltà del lavoro? Non abbiamo una risposta, ma ripartiamo dalla vita cristiana innervata in una pratica quotidiana di cura e custodia del creato “Ora et Labora”, sulle orme di San Benedetto. Umanizziamo il lavoro, umanizziamoci attraverso il lavoro e lavoriamo per umanizzare il mondo conclude il Prof. Notarstefano”. Nei suoi saluti finali, Don Fabio ricorda che il II° incontro dal tema “Formarsi al lavoro libero e creativo” si terrà giovedì 22 febbraio alle ore 18 presso il centro pastorale di San Pietro a Maida - ore 20:30 presso la Chiesa di San Francesco di Paola Falerna Marina. Mentre il 23 Febbraio alle ore 19 a Lamezia Terme nel salone dell’Episcopio.
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