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Lamezia Terme, 7 luglio - Il giorno dopo la sentenza (definitiva?) sul Tribunale, oggi il caldo asfissiante e il weekend hanno avuto la meglio sulla mobilitazione contro la chiusura. Piazza della Repubblica era quasi deserta, con l’eccezione di quelli che non s’arrendono: qualche componente del comitato civico per la salvezza del trbiunale lametino; Anna Mancini presidente dell’associazione Caduceo; gli operatori della cooperativa “Malgrado tutto”; qualche impiegato del palazzo e giornalisti in attesa di annotare qualche aggiornamento su quello che è diventato un vero e proprio faldone giudiziario: la chiusura del tribunale. Piazza della Repubblica, davanti al Tribunale, sembra essere stata sostituita da un’altra piazza, quella virtuale. I commenti e le proteste si susseguono infatti ininterrotti su Internet, nei blog e su facebook. Anche questo un segno dei tempi che cambiano, non sempre in meglio. La piazza virtuale è il primo luogo di confronto per gli stessi avvocati componenti del comitato e non; è l’agorà dei cittadini comuni che esprimono critiche molto forti sulla classe politica locale e nazionale. La polemica feroce non risparmia nessuno, dai parlamentari al sindaco della città della Piana. Oltre ai commenti al vetriolo, verso tutti i possibili colpevoli, ci sono anche gli ottimisti, quelli che sperano nel ripescaggio, visto che c’è ancora un margine di discussione parlamentare in seno alle commissioni Giustizia si Senato e Camera, i cui pareri però sono obbligatori ma non vincolanti per la decisione che infine prenderanno il ministro Severino e il Consiglio dei Ministri. 
“Un lumicino di speranza è rimasto – afferma Cesare Materasso, presidente del comitato civico per la salvezza del tribunale – i nostri parlamentari, se vogliono, possono dimostrare davvero il loro attaccamento al territorio senza che quest’ultima opportunità sia sprecata e il tribunale sia perso per sempre”. L’avvocato Materasso continua, sempre rivolgendosi ai tre deputati lametini Ida d’Ippolito, Doris Lo Moro e Pino Galati: “Sappiamo che ieri sono tornati da Roma. Ci aspettavamo che si facessero vedere qui al nostro presidio, invece sembra che si siano eclissati. Sarebbe stato molto meglio se fossero venuti qui e ci avessero spiegato personalmente come sono andate realmente le cose, anche se ormai è chiaro tutto quello che è avvenuto”.
Anna Mancini, che dal primo momento ha sposato la causa per il mantenimento del tribunale, preferisce una riflessione sul sindaco Speranza e sugli altri primi cittadini dei comuni del comprensorio giudiziario, dichiarando polemicamente: “Il sindaco di Lamezia aveva detto che si sarebbe dimesso se il tribunale fosse stato chiuso, ora però dice di voler temporeggiare ancora. Ritengo  che un gesto eclatante da parte sua, in questo momento sarebbe servito molto alla causa. Inoltre, anche i sindaci del comprensorio avevano minacciato le dimissioni in caso di soppressione: se tutti i primi cittadini dell’hinterland gettassero la fascia, non credo che il gesto passerebbe inosservato nel resto del Paese”. Intanto, il comitato civico fa sapere che lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20,  riprenderà la raccolta delle schede elettorali davanti al presidio di piazza della Repubblica.

Maria Scaramuzzino

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