
Lamezia Terme - Trent'anni. Tanti ne sono trascorsi dal duplice omicidio di Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano. Uno dei fatti di cronaca più efferati compiuti contro lo Stato. Contro quello Stato che l'integerrimo sovrintendente della polizia onorava e rappresentava con orgoglio e senza piegarsi a logiche ricattatorie o compromissorie, come pure qualche altro rappresentante delle istituzioni militari e civili ha fatto in passato e continua a fare. Il duplice assassinio nell'allora via dei Campioni (oggi via Aversa-Precenzano), sconvolse la città di Lamezia, la Calabria e l'Italia intera. A distanza di anni, se pur condannati esecutori e mandanti, i veri motivi di quell'atto criminale rimangono per molti versi oscuri. Oggi, come avviene ogni anno, in Cattedrale si è celebrata una Santa messa officiata dal vicario della Diocesi, don Pino Angotti in ricordo di quel tragico 4 gennaio 1992.

Presenti, oltre ai figli dei coniugi Aversa, Walter, Paolo e Giulia, il vicario del questore di Catanzaro Renato Panvino, il delegato della prefettura, il procuratore Salvatore Curcio, il presidente del Tribunale Giovanni Garofalo, i rappresentanti dell'Arma, della Finanza, della Polizia locale. E poi il sindaco, Paolo Mascaro, il consigliere provinciale, Davide Mastroianni. Nell’apertura della cerimonia in Cattedrale, il ricordo del poliziotto ucciso e della moglie. “Il loro sacrificio un fondamentale modello a difesa della legalità”. Don Pino nella sua omelia ha detto: “siamo qui per fare memoria. Il sacrificio fatto va nella speranza di poter vedere nuovi germogli. Il sacrificio di Salvatore e Lucia dobbiamo guardarlo in modo diverso affinché la violenza che è una forma di stupidità non abbia più spazio”. Don Pino ha lodato il lavoro dei poliziotti e delle forze dell’ordine, “faticoso e al servizio del bene comune”.
Quindi, un agente ha letto la preghiera del poliziotto. Dal vicario del questore poi la lettura di un messaggio del Capo della Polizia, Lamberto Giannini e del questore, Maurizio Agricola. Ricordando “la loro memoria e il sacrificio”. Aversa era “un punto di riferimento certo per la legalità e contrastava la criminalità in un periodo di lotte cruente. Anche contro i santuari dalla cosiddetta area grigia”. La “commemorazione odierna apre una ferita mai rimarginata. Ma con il loro esempio andiamo avanti”. Al termine della messa la deposizione di una corona presso la stele del vecchio commissariato di corso Numistrano.
Antonio Cannone






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