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Lamezia Terme - Un incontro di ricognizione e di confronto sul tema dell’accoglienza ai profughi dell’Ucraina, quello che si è tenuto nel salone del Seminario Vescovile alla presenza del Vescovo Schillaci, del sindaco Mascaro e del direttore della Caritas Diocesana don Fabio Stanizzo coordinati dalla direttrice dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi Saveria Gigliotti. “La cosa che più meraviglia in questa situazione – ha esordito Schillaci – è la grande e immediata disponibilità della nostra gente: il grande cuore della Calabria. Ora si tratta di farlo pulsare nel modo migliore, costruendo una rete sinergica per sostenerci reciprocamente nell’accoglienza.” Dure le parole del Vescovo rispetto alla guerra in Europa, e pienamente concordi con quelle del Pontefice: “Non possiamo chiudere gli occhi o girarci dall’altra parte”, ha detto Schillaci, sottolineando, come don Fabio, l’importanza di essere ben organizzati e preparati all’emergenza, ma guardando pure con soddisfazione alla lista numerosa delle famiglie lametine e dei paesi limitrofi – come Serrastretta o Soveria – che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere profughi. Secondo Padre Tares, sacerdote della comunità Ucraina a Lamezia, sarebbero attualmente presenti sul territorio circa 50 sfollati, che “richiedono una presa in carico totale”.

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Don Stanizzo riferisce che “sono già state raccolte 25.000 euro dalla Caritas e c’è la presenza di numerose associazioni che si occupano della raccolta di viveri e vestiario. Si sta inoltre attivando la disponibilità gratuita dei servizi pubblici per favorire l’utilizzo della mensa Caritas da parte dei profughi. Potrebbe trattarsi di una situazione di lunga durata, quindi serve non solo entusiasmo ma preparazione e sinergia”. Esistono infatti delle criticità, evidenziate soprattutto dalle famiglie che già stanno praticando l’accoglienza: in particolare si sottolinea, anche da parte della Diocesi, la necessità di spostare l’Hub designato per le vaccinazioni anticovid dei profughi da Catanzaro Lido a Lamezia, la necessità di tamponi molecolari gratuiti per la sicurezza dei trasporti e delle interazioni nei primi giorni d’accoglienza, quella di avere un’assistenza medica e psicologica gratuita, soprattutto per i bambini, per i quali sarebbe necessaria anche la disponibilità gratuita degli asili, e poi l’abbattimento della burocrazia e la presenza capillare di interpreti volontari. Anche il sindaco concorda sul fatto che “senza organizzazione il grande cuore non basta” e viene così auspicata la creazione di un gruppo di coordinamento con i vertici delle istituzioni locali, della Caritas, della Prefettura, in modo da far fronte alle questioni più impellenti. Fra gli intervenuti all’incontro anche il sindaco di Maida, il presidente del Consiglio Comunale Nicotera, l’assessore alle politiche sociali Bambara.

Giulia De Sensi

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