
Lamezia Terme - Si è svolta la presentazione del nuovo volume “Attuare la Costituzione. Oltre gli ostacoli e gli abusi del potere” di Luigi De Magistris, magistrato che ha operato anche in Calabria "con coraggio, proficuo parlamentare europeo, il più longevo e incisivo sindaco di Napoli degli ultimi due secoli", lo descrivono nel corso dell'evento. Incontro promosso dal Centro Ricerche Personaliste della Calabria, dal Sistema Bibliotecario Lametino guidato da Giacinto Gaetano, dalla Libreria Ubik di Francesca Molinaro sede del convegno, Il Cenacolo Filosofico di Lamezia Terme. L'introduzione di Filippo D'Andrea, filosofo teologo e promotore dell'evento, ha tracciato la biografia dell'Autore ed ha affermato che la costituzione è “il battito cardiaco della democrazia”, secondo l'espressione illuminante del volume, per cui è il riferimento principe per sciogliere gli ostacoli legislativi ingiusti, e nel contempo è un “inno contro l'indifferenza”, risorsa culturale per rivitalizzare la coscienza etica del popolo italiano sulla scorta dell'orizzonte principiologico della Carta Magna nata dalla Resistenza, marcata dalla più amplia e profonda pluralità culturale e politica della storia d'Italia. Successivamente è intervenuto Alberto Scerbo, ordinario di Filosofia del Diritto e materie limitrofe, all'Università “Magna Graecia” che da autorevole giurista ha toccato una gamma di temi legati alla storia professionale e politica di De Magistris per poi inoltrarsi nei particolari dei contenuti del pregevole volume. Scerbo, essendo suo amico fin dai tempi calabresi, si è mosso con agilità e competenza nell'attività giuridica e nella militanza politico-civile di De Magistris, offrendo uno sguardo utile a comprendere il lungo percorso della sua testimonianza pubblica spinta da un forte motivo etico e di speranza.
De Magistris prendendo la parola ha raccontato tanti episodi, anche emozionanti, come esempio del suo cammino esistenziale in qualità di sindaco partenopeo e non solo: la non chiusura del porto sulla base della Carta Costituzionale, consentendo che le navi dei profughi-migranti entrassero, nonostante l'ordine del governo italiano, sul territorio nazionale; la non chiusura di tantissime scuole napoletane rimuovendo ostacoli burocratici rigidissimi, appellandosi sempre alla Costituzione. Ma da non dimenticare il gesto istituzionale di alto valore fondato sul primato assoluto della persona umana, accogliendo l'ingresso a Napoli, quindi nel territorio italiano, della bambina di due donne omosessuali, rifiutata per motivi legislativi dalle amministrazioni comunali di centrosinistra di Torino e di Milano. La Costituzione è la radice etica del nostro ordinamento legislativo e sistema giuridico, compensa vuoti e scioglie nodi per un vivere comunitario di pace e giustizia.
Il dibattito ha visto l'intervento della presidente Federica Crea dell'Associazione culturale “A testa alta”, che ha affermato che ci si è costituiti nel Reggino per impegnarsi attraverso iniziative sociali “contro la cultura di morte della verità, della libertà e della dignità umana profusa dalle mafie, in quanto ostacolo che impedisce il pieno sviluppo della persona umana, quindi, in attuazione della nostra bellissima Costituzione”. Filippo D'Andrea ha concluso l'assise ringraziando Luigi De Magistris, Alberto Scerbo, gli altri soggetti promotori e tutti i presenti convenuti numerosissimi.
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