Salta al contenuto principale

Panizza.jpg

Lamezia Terme – ‘Dialoghi in città’: semi di speranza in un mondo di guerre e violenze". È il titolo dell’incontro tenutosi nella libreria Tavella in via Crati, incentrato soprattutto sulla lettera di Papa Francesco in occasione della ‘giornata dei poveri’ del 19 novembre. Ed è proprio la parola ‘poveri’, che, il Santo Padre ha voluto usare nella sua missiva rivolta non solo alla Chiesa ma a tutti. L’evento è stato presenziato da Don Giacomo Panizza cui ha preceduto l’intervento della moderatrice Rosa Siciliano, direttore editoriale della rivista ‘Mosaico di pace’, promossa da PaxChristi e fondata dal compianto don Tonino Bello. È intervenuta anche Giuliana Mastropasqua dell’associazione Pax Christi. A presentare gli ospiti relatori Nino Campisi.

Panizza nel suo completo e dettagliato intervento ha tenuto a precisare che bisogna dare un importante valore al documento del Pontefice, “la sua missiva vuole aggiungere un giorno particolare nel nostro calendario, una giornata da vedere con un occhio diverso, perché esistono diverse facce che ineriscono i poveri, inoltre è bene usare il termine povero come fa il Papa, e non povertà, la povertà è una condizione di inferiorità economica - ha spiegato - mentre, il  povero è il singolo, non solo chi è ‘al verde’, ma anche chi uccide, chi non rispetta gli altri chi si mette al servizio di un mafioso, pertanto è per questo che bisogna dare il giusto risalto alla lettera di Papa Francesco”. La lettera annovera anche proposte di non violenza. “La non violenza riguarda tutti e più ambiti anche la stessa Chiesa, perché - ha aggiunto Panizza - non si possono benedire i carrarmati per poi mandarli in guerra a uccidere”. Tutto ciò va contro il messaggio Evangelico. Sempre in merito la lettera del Santo padre e sollecitato dalle domande del pubblico, al quale ha raccontato il suo lungo impegno contro le mafie aggiungendo anche che, “ora a denunciare bisogna essere in tanti e, oltre ai preti, devono farlo anche i laici”, Don Giacomo ha condannato forte ogni forma di arrivismo e prevaricazione, “bisogna saper guardare al bene di tutti sia che siano Cristiani e non, dobbiamo condividere il pane con tutti, non deve esserci chi viene e si ‘arraffa’ tutto. Quindi bisogna saper far prevalere la forza della ragione e non la ragione della forza, bisogna essere dunque - ha aggiunto - costruttori di pace così come vuole la lettera del Papa e, ancora prima, il messaggio di Gesù”.

Giuliana Mastropasqua ha illustrato i progetti e le campagne portate avanti dalla sua associazione (PaxCHristi) nata dopo la Seconda guerra mondiale, ripercorrendone la storia e le diverse collaborazioni con associazioni similari come la rivista ‘Mosaico di Pace’, “che porta avanti le nostre tematiche”. I punti chiave di PaxChristi sono: disarmare la Chiesa, disarmare la politica, disarmare la società, disarmare l’economia, disarmare l’ambiente e disarmare la cultura, “perché non è giusto mandare in visita guidata i ragazzi in una base militare”. Poiché è proprio dalla scuola che deve partire l’impulso alla non violenza. Anche Rosa Siciliano ha raccontato l’obiettivo che, con la rivista ‘Mosaico di Pace’, si prefigge attenendosi agli insegnamenti di Don Tonino Bello, vale a dire “restituire parola a chi non c’è l’ha”.  La Siciliano legge anche una parte della lettera del Vicario di Cristo e chiosa, “non bisogna nascondere dietro la parola pace cose che pace non sono”, e invita tutti a leggere con attenzione, la comunicazione epistolare affinché la parola di Papa Bergoglio non rimanga una voce nel deserto”. A Chiudere l’incontro è Giuliana Mastropasqua con una frase di don Tonino: «La pace non è un problema di pochi…educati alla pace…per la pace fatti in quattro…e vedrai che ce la farai».

Francesco Ielà

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.