
Lamezia Terme - Si inscrive nell’ambito della VII edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile il convegno sull’IA “Mettiamo in luce l’impatto delle nostre scelte”, voluto da AIParC (Associazione Italiana Parchi Culturali) e dedicato alla figura lungimirante di Papa Francesco.
L’evento, aperto ai ragazzi delle scuole superiori e moderato da Paolo Marraffa, funzionario dell’Ufficio per la Transizione Digitale del Comune di Catanzaro, si è aperto con i saluti istituzionali del presidente nazionale AIParC Salvatore Timpano, della presidente AIParC Lamezia Terme Aps Dora Anna Rocca e del vicario della Diocesi di Lamezia Terme Monsignor Tommaso Buccafurni, seguiti dal breve saluto dei docenti referenti dei vari Istituti partecipanti – la professoressa Pulice per il Polo tecnologico “Rambaldi-De Fazio” per la dirigente Simona Blandino; il professor Failla del Polo liceale “Campanella-Fiorentino” per la dirigente Susanna Mustari; la professoressa Falvo per il Liceo Scientifico “Galilei” per la dirigente Antonella Cerra. In successione un intervento speciale in differita dal Vaticano da parte di Monsignor Jean-Marie Gervais, Cappellano papale, membro del clero di San Pietro e fondatore dell’associazione “Tota Pulchra”, e un commento registrato da Papa Francesco proprio sul tema dell’Intelligenza Artificiale, seguiti dal ricordo dello scomparso Egidio Chiarella.

Interessanti, e tutte concordi sull’uso critico nonché sull’importanza della responsabilità umana nell’applicazione dell’IA, le relazioni degli esperti: Diego Taglioni, co-fondatore di UHopper, intervenuto su “Personalizzazione nel digital marketing grazie all’IA”; Natalia Malara, oncologa e docente associata all’Università Magna Graecia di Catanzaro su “Personalizzazione in oncologia con l’IA”; Giovanni Tridente, docente associato alla Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce, con “Questioni sull’IA”; Pasqualino Serra, presidente dell’ITS Cadmo Academy, con due suoi giovani studenti, intervenuti con una prova pratica su “IA e sue applicazioni”.
Molteplici gli spunti emersi, nel quadro di una tecnologia studiata a partire dagli anni ’50 che solo negli ultimi decenni ha raggiunto una diffusione e un livello di versatilità che le permette le più svariate applicazioni, con uno sviluppo in continuo divenire cui non sempre le normative vigenti riescono a stare al passo. Un’IA che “non è né buona né cattiva: dipende da chi la costruisce, come la addestra e con quale obiettivo la mette in mano al mondo”, spiega Taglioni, mettendo in guardia i ragazzi da possibili frodi fiscali, deepfake, e da un sistema gestito per ora da colossi che acquisiscono continuamente informazioni con finalità di profitto – ma chiarendo anche che entro il 2035 l’IA avrà lo stesso costo e diffusione dell’energia elettrica. Di questa diffusione e del livello operativo che le corrisponde stanno già beneficiando branche al servizio dell’uomo, come la Medicina oncologica, che oggi va sempre di più verso l’applicazione di trattamenti personalizzati, per i quali l’IA è fondamentale.

“Nel nostro corpo ci sono 36 trilioni di cellule eucariote e 38 trilioni di cellule procariote”, spiega a questo proposito la dottoressa Malara, “Il nostro cervello non è capace di processare tutti i dati che ne afferiscono e di capire le loro interazioni: l’IA invece sì. Oggi per diventare medici non è necessario conoscere solo l’anatomia e la fisiologia, ma anche i linguaggi di programmazione”. Dunque l’IA è uno strumento, qualcosa che bisogna padroneggiare, che “non è di per sé intelligente, ma solo artificiale”, secondo Tridente, “capace cioè di automazione, velocità, precisione, correlazione tra i dati, riduzione dei costi, ma anche portatrice di molte sfide”. Sfide fisiologiche – la sostituzione progressiva dell’uomo in molti lavori, e la creazione compensativa di altri –, ma anche relative alla privacy, alla sicurezza, ai bias e alle discriminazioni, alla possibilità di usi impropri, alla sicurezza globale. Sfide che saranno in mano alle future generazioni, quelle che ad esempio studiano all’ITS Cadmo, nuova realtà formativa nel panorama calabrese, incentrata sull’informazione, la comunicazione e la tecnologia, promossa da Serra e dai suoi giovani allievi, che hanno concluso la fase delle relazioni e dato avvio al dibattito con gli studenti, fulcro dell’incontro, prima delle conclusioni e dei ringraziamenti finali della presidente Rocca.
Giulia De Sensi
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