
Lamezia Terme, 5 dicembre - “Teatro otto ciclisti lametini”. Da stamattina si chiama così la struttura teatrale all’interno della Fondazione Mediterranea Terina di Lamezia Terme che è stata intitolata agli otto ciclisti lametini morti tragicamente due anni fa, mentre pedalavano insieme in località Marinella. La mattina di quella maledetta domenica del 5 dicembre 2010, il gruppo di sportivi appassionati della bicicletta, venne investito in pieno da un’auto impazzita che viaggiava ad alta velocità ed a bordo della quale c’era un giovane di origine di origine marocchina, naturalizzato lametino. Per ricordare in maniera imperitura le figure di questi otto uomini, padri di famiglia e figure modello sul lavoro, il presidente della Fondazione Terina Giancarlo Nicotera, ha intesto intitolare il teatro proprio alla loro memoria. Ai familiari degli otto ciclisti presenti a teatro, Nicotera ha detto: “Vogliamo trasmettervi l’amore e la vicinanza di tutta la comunità. Ognuno dei vostri cari ha lasciato un ricordo indimenticabile: erano persone semplici, oneste che facevano il loro dovere e che amavano dilettarsi con uno sport altrettanto pulito”.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato numerose autorità istituzionali e rappresentanti delle forze dell’ordine. Il presidente del consiglio regionale, Franco Talarico, ha dichiarato: “L’intitolazione del teatro significa che si vuole rendere indelebile la memoria di queste otto persone non solo a Lamezia ma in tutta la Calabria. La tragedia di due anni fa ha colpito la comunità locale e tutta la nazione”. Talarico ha poi spiegato che il consiglio regionale ha assegnato delle borse di studio alle famiglie dei ciclisti scomparsi. A consegnarle simbolicamente è stata la figlia di Luigi Rende, una guardia giurata uccisa durante una rapina; a ritirare il dono per tutti sono state le piccole Alessandra e Chiara, figlie di due dei ciclisti periti nella strage del 5 dicembre 2010. A benedire la targa di intitolazione del teatro è stato il vescovo diocesano, mons. Luigi Cantafora, che ha evidenziato: “Questo teatro ha diversi doni, a partire dalla cultura che è al centro dell’uomo e della sua dignità. Ma – ha asserito il presule - il vero tesoro è proprio la memoria degli otto ciclisti perché il vero tesoro è proprio la memoria. La ricchezza della nostra terra è costituita dalle persone che la abitano”. Cantafora si è poi rivolto ai tanti giovani presenti: “Imparate a ricordare – ha ribadito il vescovo – una generazione senza memoria è deleteria per lo sviluppo”. Dopo l’intervento del pastore diocesano, il suo segretario particolare don Roberto Tomaino ha letto il messaggio di saluto che Papa Benedetto XVI ha fatto pervenire per l’occasione inviando, prima di tutto ai familiari delle vittime, la sua benedizione apostolica.

Anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha inviato un suo messaggio sottolineando che la valenza della cerimonia, un’occasione per parlare di sicurezza sulle strade, di senso civico, di maggiore responsabilità nei contesti sociali in cui viviamo quotidianamente. Il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, ha proprio centrato l’attenzione su questa tematica invitando i ragazzi convenuti a teatro “a ricavare dei significati positivi anche delle tragedie. La strage di due anni fa – ha commentato Reppucci – ci fa capire che quando si cammina sulle strade bisogna avere rispetto per la propria vita e per quella altrui. Si guida spesso col telefonino in mano senza auricolare, oppure si esagera con l’alcol e poi si sale al volante. Sono tutti comportamenti errati, perciò non cerchiamo alibi quando succede qualcosa”. Franca Falduto, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, ha fatto notare che l’Usr, in occasione della cerimonia, ha invitato molte scuole provenienti da tutta la Calabria. “Un importante incontro per molti nostri giovani studenti – ha commentato la dirigente dell’Usr – un momento significativo per dare un grande abbraccio ai familiari delle vittime. Abbiamo voluto – ha concluso Falduto - che i nostri ragazzi fossero in tanti a dimostrare attenzione e sensibilità verso questa tragedia immane che ha commosso l’Italia”. Commozione che ha pervaso e caratterizzato l’intera manifestazione, un dolore sempre vivo che ha spinto gli oltre mille ospiti del teatro a stringersi ancora una volta accanto alle famiglie degli otto ciclisti che tutto il Paese ha pianto quel tragico 5 dicembre del 2010.
Maria Scaramuzzino


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