
Lamezia Terme - Una serie di liriche nate durante il lockdown, che attraverso i canali social hanno dato forza e speranza a un gruppo di amici sempre più largo, destinato a superare anche i confini nazionali, al termine di lunghe giornate passate in casa ad attendere il bollettino e le nuove decisioni del governo. Ora quelle liriche sono raccolte in un libro, “Al tramonto del giorno” di Marinella Vitale, Calabria Letteraria Editrice: un libro presentato proprio di fronte a quello stesso gruppo di amici, che da virtuali diventano reali, e che in tanti si raccolgono per dire grazie. Anche perché, nel libro, coesistono con la voce dell’autrice anche le loro voci, nei commenti riportati a piè di pagina così come erano stati lasciati in rete, nello sforzo di conservare memoria di uno scambio e di una condivisione ancora viva, che è stata ponte di anime sul baratro della pandemia.
Ma l’emergenza di quei giorni è solo uno dei temi trattati nel libro e, in realtà, non il principale: perché, per costruire un ponte, a volte è meglio evitare di guardare troppo spesso giù. Marinella Vitale, seguita dalla voce dell’attrice Laura Nicotera, ci accompagna con il suo libro fra le mani in un mondo interiore sfaccettato, un mondo in cui, secondo le parole della professoressa Vittoria Butera, moderatrice, “si cerca nella Natura il significato segreto delle cose”. E quella di Vitale è una Natura che spazia lungo tutto il nostro territorio: da Torre Lupo a San Teodoro, fino alla cascata della Gorgia di Platania, traendo spunto dai ricordi di una fanciullezza che sembra così vicina da poterla toccare. L’autrice è in questi versi bambina, ma anche donna e madre e nonna di nipoti: è “colei che racconta”, secondo un topos tutto femminile che rievoca i tempi della Magna Grecia. Racconta affetti, emozioni, ricordi, ma non è secondaria la valenza civile e sociale delle sue liriche, che rimandano spesso all’attualità: vengono infatti ampiamente trattati – senza retorica – i temi dell’emigrazione, la violenza sulle donne, la difesa dell’ambiente, le morti bianche. Ovunque nel libro si respira un’originalità e una freschezza che ricorda i frammenti della Lirica eolica, ma anche Franco Costabile che a sua volta se ne nutrì, come tutta la contemporaneità, in cui la voce di Marinella Vitale si attesta a pieno titolo, lasciandoci una testimonianza destinata a restare, proprio come un ponte dopo la piena di un fiume.
Giulia De Sensi
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