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Lamezia Terme – “La decisione della giunta comunale di non autorizzare le giostre durante la festa patronale in onore di San Francesco ha lasciato tutti noi profondamente delusi e indignati. Non si tratta soltanto di una semplice autorizzazione negata: si tratta di aver privato il paese di un momento di aggregazione, di gioia, di condivisione e di tradizione che appartiene alla storia e all'identità della nostra comunità”, interviene con un appello il presidente del Full80Club, Francesco Talarico.

“Oggi prendiamo la parola con grande amarezza, ma anche con il senso di responsabilità che da sempre contraddistingue la nostra associazione e tutte le persone che, con sacrificio e passione, lavorano ogni anno per mantenere vive le tradizioni della nostra comunità”. Il presidente del Full80Club evidenzia poi il valore sociale e simbolico delle giostre durante la festa patronale, considerate un momento di incontro e partecipazione per l’intera cittadinanza. “Le giostre non sono solo divertimento. Sono i sorrisi dei bambini, l'emozione delle famiglie, il lavoro di tante persone e quell'atmosfera di festa che ogni anno rende speciale la nostra celebrazione patronale. Togliere tutto questo significa spegnere una parte importante del cuore del paese. Come associazione, ci sentiamo mortificati. Abbiamo lavorato con serietà, nel rispetto delle regole e con l'unico obiettivo di regalare alla cittadinanza giorni di serenità e partecipazione. In cambio, abbiamo ricevuto silenzio, chiusura e una decisione che la popolazione fatica a comprendere. Oggi vogliamo dare voce a tutti quei cittadini che si sentono ignorati”.

Infine, Talarico lancia un appello al dialogo e al rispetto delle tradizioni popolari, chiedendo maggiore attenzione verso il lavoro delle associazioni e dei volontari. “A chi vede nelle tradizioni non un fastidio, ma un patrimonio da custodire. A chi crede che una festa patronale debba unire e non dividere. Non stiamo chiedendo privilegi, ma rispetto. Rispetto per il lavoro delle associazioni, per l'impegno dei volontari e soprattutto per la volontà di una popolazione che avrebbe voluto vivere la propria festa con entusiasmo e partecipazione. La nostra amarezza è grande, ma ancora più grande è la determinazione nel continuare a difendere le tradizioni del nostro paese. Perché una comunità senza le sue feste, senza i suoi momenti di incontro e senza la voce della sua gente, rischia di perdere la propria anima. Ci auguriamo che questa decisione venga ripensata e che in futuro si possa instaurare un dialogo vero, trasparente e rispettoso con chi ogni giorno si impegna per il bene della comunità. Grazie a tutti coloro che ci stanno vicino e che continuano a credere nei valori della partecipazione, della tradizione e dell'unione del nostro paese”.