
Lamezia Terme - Pubblichiamo la lettera inviata da Nunzia Coppedè, presidente Fish Calabria Onlus, al direttore generale dell’Asp catanzarese Gerardo Mancuso in merito alle difficoltà delle persone con disabilità di accedere all’ospedale “Giovanni Paolo II”.
“Nei giorni scorsi sono stata contattata da alcune persone con disabilità, di cui molte in carrozzina o con una ridotta deambulazione. Queste persone e i loro familiari che sono anche i loro accompagnatori, hanno lamentato il fatto di non trovare mai liberi i parcheggi destinati alle persone con disabilità, e poter accedere nella struttura ospedaliera di Lamezia, in cui tra i tanti reparti c’è anche inserito il Centro di Riabilitazione pubblico. Le rampe d’accesso agli ingressi sono sempre occupate dalle auto parcheggiate in maniera selvaggia; c’è da specificare che una di queste rampe è momentaneamente preclusa al passaggio per i lavori in corso che si stanno effettuando all’ingresso principale del “Giovanni Paolo II”, ormai da molto tempo. Ho voluto verificare di persona la situazione e mi sono recata all’ospedale della mia città per fare una ‘passeggiata’ nel cortile antistante ai due ingressi principali della struttura ospedaliera lametina.

Sono entrata con il mio doblò in un percorso complicatissimo, ostruito da parcheggi improvvisati, sulla mia sinistra, lunghe file di parcheggi per disabili, tutti occupati mi hanno obbligato a tornare fuori il recinto e ad andare a parcheggiare al parcheggio a pagamento. Con la mia carrozzina ho fatto un bel giro tra i parcheggi affollati di macchine che non avevano in evidenza sul cruscotto il tesserino obbligatorio per le persone disabili. Ho riscontrato un caos totale, tante persone con disabilità, accompagnatori, familiari disperati mi hanno chiesto aiuto! e allora ho deciso di andare a chiedere chiarimenti all’ufficio Urp per le relazioni con il pubblico. Sono stata ricevuta dalla responsabile dell’ufficio in questione, la dottoressa Annamaria Bruni che mi ha accolto con gentilezza e piena disponibilità all’ascolto. Alla responsabile dell’Urp ho fatto presente le problematiche sollevate dai cittadini e riscontrate personalmente dalla sottoscritta. Annamaria Bruni, con interesse e attenzione, mi ha riferito che il problema è stato attenzionato già da tempo dai vertici dell’azienda sanitaria già in numerose occasioni. Più volte si è fatto appello al senso di educazione civica che si dovrebbe nutrire in questi contesti per non calpestare i diritti dei più deboli, ma a quanto pare gli appelli sono caduti nel vuoto. Si tratta proprio di una questione di civiltà, di tutela di soggetti svantaggiati che non devono essere costretti a fare i salti mortali, nel vero senso letterale del termine, per accedere nella struttura sanitaria e potersi quindi curare. Annamaria Bruni mi ha assicurato che parlerà della mia visita ai dirigenti aziendali, illustrando le mie istanze che sono le richieste di tutte le persone con disabilità che, come me, quotidianamente sono costrette a imprese avventurose per muoversi fuori dalle mura domestiche, nell’intento di vivere una vita normale all’insegna dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva.
Chiedo al direttore Generale dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso una soluzione immediata che risolva l’annoso problema, poiché pur apprezzando la buona intenzione di affrontare il problema, occorre con urgenza una soluzione. Intanto rivolgo l’appello anche a tutta la comunità, perché non si continui a negare un diritto fondamentale a delle persone che, come tutti gli altri, devono potersi recare in ospedale e sottoporsi alle cure stabilite in piena tranquillità. Si tratta, infatti, di momenti di vita quotidiana da svolgersi senza impedimenti di sorta, senza dover subire sulla propria pelle la violazione del diritto di muoversi come tutti gli altri a causa dell’inciviltà di chi ha scelto di vivere nell’indifferenza e nell’individualismo”.
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