
Lamezia Terme - "Nessuno sa dirmi se sono positivo o meno, sono chiuso in casa dal 18 dicembre e da allora ho chiuso la mia attività, ma nonostante abbia fatto il tampone il 27 dicembre, ad oggi nessun dall'Asp sa dirmi se sono guarito o meno". A raccontare una delle tante facce dell'emergenza sanitaria in città è un signore, titolare di un'attività commerciale, il quale - dopo essere entrato in contatto con un positivo - lo scorso 18 dicembre si sottopone a tampone molecolare in ospedale e scopre così di essere positivo.
Inizia la trafila - con ordinanza di quarantena per sé e la compagna - e l'isolamento: "chiudo immediatamente l'attività e segnalo la mia condizione a tutte le autorità competenti. Trascorrono i giorni e per puro caso, grazie a una telefonata ricevuta dalla mia compagna, scopro che il 27 avrei dovuto fare il secondo tampone di verifica. Nell'arco di pochi minuti, mi precipito al drive in e faccio il tampone. Qui trovo una condizione di grave disorganizzazione, non solo le file chilometriche ma soprattutto il fatto che positivi accertati e non stiano in un'unica fila, aumentando così i rischi di contagi. Mi sottopongo a tampone e a oggi sono ancora in attesa del risultato. Sono trascorsi ormai 5 giorni e nessuno mi ha contattato per dirmi se sono ancora positivo o meno, avrò chiamato almeno 15 utenze dell'Asp ma nessuno risponde. È una situazione di indicibile disagio, perché non posso riaprire la mia attività dal 18 dicembre e siamo abbandonati a noi stessi per aver rispettato le regole e aver con coscienza seguito tutte le indicazioni ufficiali".
© RIPRODUZIONE RISERVATA