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Bioarchitettura-Asicat

Lamezia Terme, 13 dicembre - All’interno del teatro “Otto ciclisti”, presso l’Agroalimentare nella zona industriale di Lamezia Terme, è stato presentato il masterplan sui lavori svolti in termini di progettazione per il risanamento e la riconversione dell’area industriale a distretto tecnologico e porto turistico, finalizzato alla renaturalizzazione dei suoli e all’avvio di una strategia ambientale ed economica. Per l’occasione sono stati anche consegnati gli attestati per la partecipazione al laboratorio progettuale di specializzazione post-laurea in Bioarchitettura, corso avviato in convenzione con l’Università di Bologna e l’ASI di Lamezia Terme, e che ha avuto come tema proprio la realizzazione del piano di lavoro presentato. A introdurre e coordinare l’incontro Luigi Muraca, presidente dell’ASICAT, il quale si è detto soddisfatto di un progetto nato “utilizzando lo strumento formativo di un corso aperto a tutti coloro volessero avvicinarsi alla bioarchitettura”, così da aver realizzato una serie di interventi di riqualificazione importanti. Tra i quali anche la garanzia di un bilancio idrico e la creazione di una darsena come motore del ripristino del paesaggio lagunare e dello sviluppo di un’ecomarina, tenendo effettivamente conto della “presenza di elementi naturali nel nostro territorio come mare e fiumi”.

Bioarchitettura-Asicat-bis

Il presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico, spera si possa finalmente aggiungere un tassello importante allo sviluppo e al progresso della regione, auspicando che si superi finalmente la sterile faziosità tra opposte parti politiche, in modo che si giunga ad “un patto tra le parti che non faccia più perdere del tempo prezioso alla riqualificazione del nostro territorio”. Dopodiché invita la classe politica ad “avviare serie analisi delle inziative che  si trovano ad esaminare”, onde evitare, come già successo in passato, di accettare a scatola chiusa dei progetti che “in termini reali non si curano affatto di accertarsi della fattibilità della loro proposta”. Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, nel suo intervento invece lancia proprio un appello a Talarico, affinché “l’apparato burocratico consenta alle province di poter utilizzare tutti i fondi comunitari a loro disposizione”. E si dice entusiasta del disegno tracciato per un’area industriale “che desidera così svilupparsi – precisa – nel rispetto dell’ambiente, e secondo un modo di vivere che sia anche piacevole e strategicamente turistico”. Probabilmente riferendosi agli insediamenti residenziali che verranno disposti nella zona secondo i dettami della bioarchitettura, secondo un’idea di ecovillaggio, per rendere anche esteticamente “bello” risiedere in un’area industriale e così renderlo addirittura attrattiva turistica.

“Perché ci possa essere uno scatto in avanti della Calabria, ci vuole un progetto che rimanga al di là dei termini dei nostri mandati isituzionali”, è il punto dell’intervento del  sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza,  che si ricollega così a quanto prima espresso da Franco Talarico in merito alla durata dei percorsi programmatici, direttamente proporzionali al colore politico dei governi in carica. Quasi questo messaggio avesse dettato la linea, la relazione di Wittfrida Mitterer, il direttore del Laboratorio di Bioarchitettura, è quasi tutta incentrata “sulla forma relazionale della meotodologia di progettazione, legata com’è ad un movimento di relazioni”. Perché se l’ecologia è la scienza delle relazioni, spiega la studiosa, “noi abbiamo progettato degli interventi di riqualificazione che prestano attenzione a molteplici aspetti, dall’ambiente all’economia, per creare occupazione e lavoro, ma sempre con speciale riguardo alla valorizzazione della bellezza di questo territorio”. L’incontro termina con la consegna degli attestati ai partecipanti del corso, non prima che questi si avvicendassero sul palco illustrando alcuni passaggi importanti del masterplan, fra i tanti la proposta di una nuova idea di fare agricoltura, la permacultura. Intesa come processo di coltivazione che tiene conto dell’interazione consapevole ed efficiente fra l’uomo e l’ambiente, basandosi sull’imitazione della natura, la permacultura sembra possa essere la strada verso la sostenibilità, per evitare la distruzione anche della regione in cui viviamo. Tanto per cominciare.

Pasquale Allegro

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