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Pasquale-Materazzo-ingegnere.jpgLamezia Terme - Pubblichiamo la lettera dell’ingegnere Pasquale Materazzo, ex sindaco di Lamezia, all’ordine provinciale degli ingegneri di Catanzaro del Presidente Salvatore Saccà, sulle difficoltà della categoria.

“Egregio Presidente, mi rivolgo a te, in quanto nostro massimo rappresentante presso tutte le istituzioni, per lamentare una condizione di marginalità, nella considerazione della nostra professionalità, presso gli Enti cui siamo costretti a rivolgerci nello svolgimento della nostra attività professionale. Noi ancor prima di essere ingegneri, siamo uomini, poi cittadini, siamo anche uomini di cultura ed infine ingegneri, e meritiamo rispetto. Spesso per una anomala organizzazione burocratica degli Enti, siamo costretti a rapportarci a impiegati che non hanno lo stesso livello tecnico/culturale, riscontrando difficoltà spesso insormontabili, per ragioni oggettive. Nel caso specifico mi riferisco alle pratiche di deposito o autorizzazione degli esecutivi strutturali di opere civili, e quindi al Genio Civile di Catanzaro. Tu sai benissimo, che le ultime innovazioni legislative in campo strutturale, hanno reso l’approccio a questo settore dell’ingegneria difficile e complesso, e che sempre di più spinge ad essere specialista di qualcosa, piuttosto che tuttofare. Io che ho ormai quasi  40 anni di attività ed una specializzazione in calcolo strutturale, mi sento incompetente rispetto alle problematiche che questo meraviglio settore propone. Purtroppo al Genio Civile di Catanzaro dobbiamo rapportarci a Geometri che magari non sanno nemmeno chi è ZienKiewic, che ci danno lezioni di calcolo strutturale, specialmente nel settore della modellazione strutturale. Tra l’altro la norma prevede tre tipi di interventi per strutture esistenti: adeguamento, miglioramento e interventi locali. Spesso la scelta dell’intervento scaturisce da un attento esame dell’opera su cui intervenire e dal contesto in cui si opera. Qualsiasi sia l’intervento scelto, comunque si migliora la sicurezza dell’opera, così come, spesso, l’adeguamento non è tecnicamente realizzabile, specie per fabbricati in linea di murature e bisogna accontentarsi di un miglioramento. La norma prevede che si faccia una verifica formale dei documenti depositati ed invece si verifica che noi ingegneri dobbiamo sostenere l’esamino di “Calcolo Strutture” col Geometra istruttore, e magari discutere di rigidezze, di modello di calcolo e di variazioni di rigidezza. Già determinare la rigidezza di una struttura in muratura appartenente ad una linea mi fa paura, solo con molte approssimazioni, che lasciano il tempo che trovano, è possibile tirare fuori un numero, e gli istruttori del nostro Genio Civile ritengono di potere sindacare, risultati così incerti. La cosa mortificante è constatare come molti giovani colleghi, molto più ferrati di noi, che lavoravamo con norme prescrittive e non prestazionali, si devono inchinare a gente incompetente. Così facendo, senza che la categoria intervenga, tra qualche tempo a noi sarà concessa la sola progettazione architettonica, che manderemo al Genio Civile per avere indietro gli esecutivi strutturali. Una verifica poi, del rispetto del protocollo non sarebbe fuori luogo, al fine di scongiurare clientele sempre parassitarie. Ti prego, pertanto di intervenire, e magari organizzare una tavola rotonda in pubblico, tra i due raggruppamenti che di fatto si sono creati, in cui si discute di queste problematiche ed ognuno farà scintille del proprio sapere".

                   

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