
Lamezia Terme – Uno scenario di concreta unione geografica in Calabria, offrendo eventi formativi, con al centro sempre lei, la fotografia. È così che si presenta al pubblico, in una saletta gremita di appassionati all’interno dello Studio Gallery di Domenico Mendicino, EFFE Collective, il nuovo collettivo fotografico composto da Giuseppe Cremona, Domenico Mendicino, Valentina Procopio, Francesco Sirianni. Un progetto in cui mettere insieme diverse cose, con il chiaro obiettivo della crescita personale e artistica, del proprio territorio, e con l’intuizione di una larga ricerca. Non un incontro di presentazione autoreferenziale, bensì occasione di confronto e condivisione attorno a tecniche di street photography e di nuovi lavori che si pongono in un’ottica di innovazione e di profondo studio. Ospite della serata è infatti Alex Liverani, un fotografo freelance con base a Faenza in Italia, che per l’occasione ha mostrato e discusso il suo ultimo lavoro: Autovelox.
L’autore, oltre a dare numerosi consigli al nuovo collettivo, rende parecchio affascinante il dettaglio in uno scatto esclusivamente riservato all’utilizzo del flash, che come lui stesso afferma “Può togliere un po’ di imprevedibilità ma restituisce tanta tridimensionalità”. Vi è dietro una ricerca antropologica, che in più immagini si rende evidente nella linea di demarcazione fra tradizione e modernità. Ed ecco il Giappone, che compare in molti suoi scatti, con un dinamismo assai ricercato che si nasconde nel caos e nel traffico senza fine di alcune città, un dinamismo che paradossalmente si nutre della staticità del momento. Espressioni di facce sorprendenti, smorfie, colte in flagranza di sonno, di noia o gioia.

“Un lavoro nato in modo casuale – racconta Liverani – mi trovavo in Giappone per provare una nuova macchina fotografica, poi ecco la gold week”. Ma vi sono altri nomi nel panorama di Liverani, e fra questi spunta Mariano Silletti. Una Basilicata che tanto somiglia, per analogie sociologiche, ad alcuni borghi abbandonati dell’area grecanica calabrese. Sono posti sperduti dell’anima nei quali continua a regnare una resistenza fatta di pochissime famiglie che decidono di restare, con la particolarità di zone ecosostenibili che danno senso all’idea di concepimento di lavoro. E questo si presta in sintonia con la nascita del collettivo, al quale Liverani si rivolge in tutta sincerità “Vivetelo come fosse una famiglia – spiega rivolgendosi agli autori – ma non pensate mai di iniziare a lavorare partendo da un progetto collettivo perché potrebbe risultare limitante”.
Nell’idea stimolata da Liverani c’è anche una filosofia. Quella del ‘dango’, altro lavoro di recente produzione. Sono tre palline che senza nessun elemento riescono a trovare unità. “Viene regalato durante la fioritura delle ciliegie – prosegue – meglio mangiare un dango che guardare i ciliegi in fiore”. Un detto giapponese che serve per dare più peso alla sostanza rispetto alla forma, ma Liverani non è del tutto convinto. “Entrambe devono avere la stessa importanza. Dopo la formazione del libricino dango ho inviato a più case editrici un semplice video mentre sfogliavo il prodotto – conclude – ciò sarebbe stato difficile senza presentare la sua forma”. Effe Collective duplicherà la sua presentazione domani alle 18 presso Birdland Studios di Gioiosa Ionica.
Valeria D'Agostino

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