
Lamezia Terme - Chiedono il diritto a “continuare a respirare” i pazienti affetti da fibrosi cistica in silenziosa protesta stamattina davanti all’ospedale “Giovanni Paolo II” con le loro famiglie. Ciò che vorrebbero è un incontro con i dirigenti, per porre una serie di domande incalzanti sul loro futuro, legato indissolubilmente a quello del centro regionale per la fibrosi cistica, che da venerdì ha sospeso i ricoveri per carenze di personale. Minate anche le attività di screening neonatale e la ricerca, nonostante si tratti di un centro di eccellenza riconosciuto. “Le carenze di organico nel reparto, purtroppo, ci sono sempre state – dice una dei pazienti. “Avevamo tre dottoresse e un fisioterapista, tutti precari, e ogni anno era in forse il rinnovo del loro incarico.” Una situazione già insostenibile, se si considera la gravità della patologia, che richiede una presa in carico e lo stabilirsi di un rapporto di fiducia fra chi opera e chi, per tutta la vita, riceve le cure.
“Ora - secondo la stessa testimonianza - una dei tre medici operanti nel centro, stanca del precariato, avrebbe chiesto trasferimento, un’altra sarebbe stata spostata a un altro reparto”. In più in aprile sarebbe già previsto l’accorpamento del centro a Pediatria, e ci si chiede come sia possibile, visto che la maggior parte dei pazienti sono adulti. Viene, inoltre, denunciato il fatto che ultimamente in Calabria sarebbero state fatte da Scura assunzioni di personale medico per un totale di 200 unità, ma nessuna per il centro fibrosi cistica. “Vorremmo capire come dobbiamo curarci” dicono i presenti, con le parole e con i cartelli, ma anche, in alcuni casi, con un silenzio eloquente e tangibilmente preoccupato, che chiede semplicemente sia garantita stabilità e continuità al lavoro di chi si impegna per la salute di molti.
Dirigenti ospedalieri: "La chiusura del centro non è nei nostri orizzonti"
Si è chiuso con un incontro con i dirigenti ospedalieri il sit-in di protesta dei pazienti del centro regionale fibrosi cistica davanti al Giovanni Paolo II. Il commissario dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri, il direttore sanitario Carmine Dell’Isola e il direttore sanitario del presidio Domenico Tomaino hanno incontrato i manifestanti offrendo delle garanzie alle quali si spera faranno seguito atti concreti. “La chiusura del centro non è nei nostri orizzonti” avrebbero dichiarato, chiarendo che uno dei medici trasferiti potrà fare la spola fra il reparto di Pediatria e il centro, garantendo in quest’ultimo 30 ore di disponibilità, mentre l’altro sarà presto sostituito da uno pneumologo. Previsto anche l’arrivo di un nuovo infermiere, ma rimane nei pazienti la speranza e la necessità di avere a disposizione un personale che sia specializzato, con accesso tramite concorso e senza precariato, cosa che potrebbe garantire la stabilità delle cure. Le loro istanze saranno riferite dai vertici al commissario Scura. Nel frattempo si resta in attesa.
Giulia De Sensi




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