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Lamezia Terme - Una storia di rinascita e di serenità ritrovata, che invita a soffermarsi su temi come la percezione sociale e individuale del corpo e il suo legame fortissimo con la psiche: è quella di Ginevra Panci, raccontata nel libro “Le misure dell’anima. Un viaggio felicemente imperfetto per continuare ad amarsi”, edito da Piemme nel 2025 e presentato sul palco di Ormeggi dalla scrittrice Valentina Dallari, già ospite del Festival nelle passate edizioni. Ginevra, in un toccante e brioso racconto autobiografico, ripercorre la sua esperienza personale con i problemi di peso che la portano a subire da adolescente un intervento bariatrico, ovvero l’inserimento di un by-pass per il dimagrimento. Non è una scelta volontaria. “Io stavo bene” racconta sincera, “Mi sentivo bella, non avevo problemi ad avere ragazzi, ero perfettamente integrata socialmente. Ma mi avevano detto che sarei potuta morire prima dei 35 anni se non l’avessi fatto: ho avuto paura”.

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Naturalmente, come di default in questi casi, per affrontare il cambiamento repentino della sua immagine corporea, a Ginevra viene consigliato di entrare in terapia. “Questo cambierà tutto”, spiega. Perché lì Ginevra, inaspettatamente, realizza che dietro al suo “rapporto emotivo con il cibo” esistevano piccole e grandi ferite legate al suo passato, a relazioni disfunzionali, traumi, abusi. Lì Ginevra impara a guardarsi nuda allo specchio, per dire addio al suo vecchio corpo, a quell’abbraccio confortevole offerto dai chili in più – che erano anche corazza, motivo per sentirsi “fuori concorso” nel gioco dei giudizi del mondo. Ed entra lentamente in confidenza con il suo corpo nuovo, che in quel gioco, volente o nolente la fa entrare, con tutte le conseguenze del caso, da affrontare con una consapevolezza nuova di sé stessa, indipendente dalla percezione altrui – che comunque esiste in termini sociali. Dopo questo percorso, “difficilissimo e liberatorio”, oggi Ginevra è una persona serena, che ha saputo elaborare ciò che è stato, cosciente del fatto che l’anima non ha misure e che “il dolore va accettato e vissuto per ciò che è, perché poi l’onda della vita torna sempre su”.

A chiudere questa terza e penultima serata del Festival, il concerto delle Tarab Ensemble, gruppo composto da Federica Greco, Alessandra Colucci e Serena Lionetto che si sono esibite con voce e percussioni in uno spettacolo tanto suggestivo quanto evocativo che ha letteralmente rapito il pubblico presente. Oggi, domenica 31 maggio, l'ultima giornata di questa quinta edizione di Ormeggi con quattro presentazioni.

Giulia De Sensi

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