
Lamezia Terme, 30 maggio - C'è tensione a palazzo di giustizia. Il picco si è avuto attorno alle 17:00 di questo pomeriggio quando in un'aula gremita del pian terreno il presidente del tribunale Giuseppe Spadaro ha invitato tutti gli avvocati e le associazione che protestano da questa mattina nell'androne del tribunale ad accomodarsi fuori e ad abbandonare il tribunale per la regolare chiusura del palazzo. Da parte degli avvocati, rappresentati anche questa volta da Paolo Mascaro, arriva la replica: "da qui non ce ne andiamo, dovranno prelevarci con la forza". Allertata la Questura e il Commissariato che, allo scoccare delle ore 20:00, dovrebbero procedere allo sgombero forzoso del tribunale da parte dei manifestanti. A meno che, avvocati e associazioni, non decidano spontaneamente di abbandonare la sede istituzionale e iniziare nuove forme di protesta a tutela del Tribunale e della Procura che il Governo, con una bozza presentata stamane, accorperebbe da settembre a Catanzaro. Il Governo, infatti, rimanendo così le cose avrebbe "graziato" solo Paola e Castrovillari (niente da fare per Scalea e Rossano che, come Lamezia, sarebbero gli unici tre tribunali calabresi a cadere sotto la scure dei tagli della legge delega).

Intanto, una macchina di una agenzia di pubblicità sta passando per le vie della città invitando tutti i cittadini a consegnare le schede elettorali presso il tribunale a piazza della Repubblica a partire dalle ore 19:00 di questa sera. Una sorta di protesta simbolica indetta dal Comitato che da giorni staziona all'ingresso del Tribunale e contro uno Stato che avrebbe deciso definitivamente di consegnare Lamezia nelle mani della criminalità togliendo l'unico avamposto d'indagine contro il malaffare (la Procura) e di legalità (il Tribunale propriamente inteso) sul territorio lametino.

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