
Lamezia Terme - Sentimenti contrastanti quelli che si palesano all'interno di vari supermercati cittadini. L'eco della guerra che giunge fino al nostro Paese avvolge anche Lamezia e giorno dopo giorno aumentano le preoccupazioni. Dal caro carburante all'aumento delle bollette, alla paura che inizia a serpeggiare per l'annunciata protesta degli autotrasportatori. Ma, lo sciopero previsto per lunedì è stato poi bocciato dalla Commissione di garanzia. E così, quello che avviene in un sabato segnato dall'incertezza per quanto accade nell’Europa dell’Est, è tutto racchiuso nei commenti sul futuro immediato e sull’angoscia per quello che potrebbe verificarsi da qui a breve pur non essendo l’Italia in guerra. “Si sente in giro che potrebbero mancare alimenti nei prossimi giorni, magari oggi ne approfittiamo per comprare qualcosa in più”.

Alcuni avventori in un supermercato di una catena cittadina che comunque, a detta dei proprietari ha “scorte a sufficienza per i prossimi dieci giorni. Noi - ci dice uno dei responsabili - abbiamo una nostra piattaforma e i depositi sono ben riforniti, anche perché molti prodotti sono calabresi. Poi quello può accadere da qui alle prossime settimane non lo possiamo sapere”. Spostandoci in un’altra via centrale, qualche coda si intravede all’ingresso di un altro supermercato. File che hanno interessato alcuni supermercati soprattutto nel pomeriggio di sabato.

L’approvvigionamento dei beni primari e l’aumento del prezzo del carburante, oggi comunque sono al centro dei pensieri dei lametini che si sono svegliati con l’ennesimo aumento del diesel che arriva alla pompa a raggiungere punte di 2,319 e la verde a quota 2,324 in alcuni distributori, con variazioni poco significative del prezzo sotto i 2,184 per il diesel e 2,159 per la benzina. Piuttosto il carburante, secondo quanto appreso, inizia a scarseggiare in alcuni centri dell’hinterland. Alcuni commercianti del mercato coperto hanno avuto difficoltà a scendere a Lamezia perché molti distributori in zone come Decollatura erano chiusi. “Siamo andati a Soveria o fino a Serrastretta per fare rifornimento. Abbiamo molta premura e siamo comunque preoccupati per la situazione. Speriamo che la guerra possa finire al più presto”.
A. C.




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