
Lamezia Terme, 25 luglio - Presentato questa mattina, nella sala Ferrante dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia, l’atto aziendale dell’Asp di Catanzaro che nei prossimi giorni dovrà essere ratificato dal governatore Giuseppe Scopelliti, in qualità di commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario. Ad illustrare i vari punti dell’ampio e articolato documento il direttore generale dell’azienda, Gerardo Mancuso, il quale ha precisato che il nosocomio lametino continua la sua mission specifica di ospedale ‘spoke’. Il dg ha annunciato che ad ottobre, sempre a Lamezia, aprirà il centro per la cura della fibrosi cistica ed anche il centro per gli impianti cocleari, per cui la struttura lametina sarà punto di riferimento per tutto il Sud. Mancuso ha rimarcato il fatto che le direttive ministeriali hanno imposto dei tagli e quindi una ampia riorganizzazione dell’azienda di cui fanno parte i presidi ospedalieri di Lamezia, Soverato, Chiaravalle e Soveria Mannelli.

L’atto suddivide l’azienda in dipartimenti, e poi in strutture complesse e strutture semplici che sono attualmente 55 e 72, contro le 120 e le 192 dell’atto precedente. Le strutture ospedaliere hanno un apparato gerarchico formato dal direttore generale, dal direttore sanitario e da quello amministrativo. La revisione aziendale ha comportato la chiusura dei ‘day hospital’ e dei ‘day surgery’ nei reparti e la creazione di una struttura unica di ‘day hospital e day surgery’ che sarà gestita da personale qualificato. Rimodulata anche la disponibilità dei posti letto che, sempre in base alle direttive nazionali, deve essere di 10 unità per avere la giusta pianta organica.

L’atto aziendale rivede anche l’organigramma del personale con 300 nuovi pensionamenti e 500 nuove allocazioni di unità di personale che dovranno essere risistemate nelle nuove unità operative riorganizzate. Attualmente l’azienda ha 3.509 dipendenti, di cui 726 sono medici, 1.210 infermieri, 225 ausiliari, 522 amministrativi. Il dg ha ammesso che c’è una carenza di personale ma, appena l’atto aziendale sarà operativo, allora si potranno effettuare gli spostamenti del personale da un reparto all’altro dove c’è più urgenza e necessità. Mancuso ha anche dichiarato che “in Calabria, ormai, si va verso un’unica azienda ospedaliera e un’unica azienda territoriale. Andranno anche a scomparire le unità operative così come sta già succedendo in Toscana, dove sono attive le aree omogenee e i primari sono figure organizzative”.
Maria Scaramuzzino
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