
Lamezia Terme - Un incontro rivolto agli studenti delle 5 classi del Liceo Classico F. Fiorentino sul tema "Conoscere per prevenire: il cervello e le droghe". Il convegno, organizzato dal dottor Giovanni Falvo, responsabile del Ser. D. di Lamezia Terme con la collaborazione del dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli, ha visto la relazione del professor Giovanni Biggio, la cui vasta competenza in materia neuropsicofarmacologica e il cui noto percorso accademico all'Università di Cagliari, hanno permesso una lezione piena di nozioni ma anche di consigli verso studenti che si affacciano alla vita adulta. L'assunzione di sostanze stupefacenti infatti, non solo è nociva per chi le assume ma anche per coloro i quali stanno attorno e, ancora, per i figli che concepiranno.
Ma cosa sono, in sostanza, le dipendenze patologiche? C'è da dire, innanzitutto, che queste sono cambiate nel tempo. Il professor Biggio, del Centro di eccellenza sardo per la neurobiologia delle dipendenze, ha spiegato l'evoluzione sia delle sostanze sia dei comportamenti. Nell'era moderna si aggiunge la dipendenza da internet, da non sottovalutare poiché anch'essa è collegata al sistema del cervello umano e alle sue cellule in continuo dinamismo. Quindi non si parla più solo di cannabis, ed eroina. "I comportamenti in aggiunta oggi - ha commentato - sono la tolleranza, cioè l'assunzione in aumento, l'assuefazione, il desiderio incoercibile e infine l'astinenza, che conducono alla dipendenza dalla quale poi è difficile uscire". Difficile perché i meccanismi celebrali sono assuefatti a questi comportamenti.

Vedendo i neuroni con i supermicroscopi, mediante l'ausilio di immagini video, si può notare il legame tra neuroni e sinapsi, e le relative molecole. "Se prendiamo il cervello di un elegante notiamo che è più grande di quello umano - ha affermato ancora Biggio, che nei prossimi giorni terrà lo stesso convegno alla Magna Graecia di Catanzaro - ma contiene meno neuroni". Le connessioni fra neuroni sono fondamentali per il cervello umano. 4 milioni di anni fa non era la stessa cosa. Il cervello era infatti privo di corteccia. Simile a quello della scimmia. Oggi l'evoluzione ha a che fare con l'interazione sociale, il nucleo familiare, la socializzazione. Il cibo. Il professor Biggio ha infine posto l'accento sull'epigenetica, per far riflettere sugli effetti nocivi di alcool, droga e sigarette, specie se in relazione a gravidanze. I geni dei genitori rifletteranno su quelli dei figli e dei nipoti. "L'epigenetica è influenzata dall'ambiente. Il giorno che deciderete di avere un bambino dimenticate queste sostanze perché incideranno su di lui. La gravidanza inoltre riscolpisce il cervello della donna per almeno 2 anni. Nei 9 mesi di gravidanza ci sono continue trasformazioni".
Valeria D'Agostino

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