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Lamezia Terme – Partono ufficialmente i 18 mesi di commissariamento. E’ stato da poco pubblicato infatti, sulla Gazzetta ufficiale del Ministero dell’Interno, il decreto che lo scorso 24 novembre ha portato il Presidente della Repubblica a firmare per il terzo scioglimento del Comune di Lamezia. Pesanti accuse quelle contenute nelle relazioni del prefetto Latella e del Ministro dell’Interno Minniti. Motivazioni che parlano di “Mercificazione di voti” nell’ultima tornata elettorale che avrebbe coinvolto consiglieri comunali e assessori, irregolarità e norme violate nell’assegnazione di beni ed appalti, “Mala gestio” e un quadro diffuso di illegalità in tutti i settori.

Nella relazione si evidenzia poi un “fil rouge” che collega quest’ultimo scioglimento ai due precedenti del 1991 e del 2002: stesse dinamiche collusive e stessi personaggi di spicco delle organizzazioni criminali dominanti sul territorio, con una sorta di continuità e “passaggio di mano da padre in figlio e/o nipote”.

Sarà solo il successivo ricorso al Tar, che l’ex sindaco Mascaro ha già annunciato, a decidere definitivamente le sorti della città di Lamezia. Intanto, la triade prefettizia composta da Francesco Alecci, Maria Grazia Colosimo e Desirèe D’Ovidio, insediatasi in via Perugini già dal 27 novembre, starà da oggi in carica per 18 mesi, prorogabili fino ad un massimo di 24. 

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