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Lamezia Terme - Intensa serata al Seminario Vescovile ricca di commozione ed emozione scaturite dai diversi riconoscimenti volenti celebrare la cultura, l'arte e l'impegno, qualità che questa edizione del Premio "Re Italo-Terre degli Enotri" ha voluto riconoscere e mettere in evidenza "gratificando diverse personalità ed enti. Dunque, una giusta gratitudine per chi si è distinto, persona, fondazione o istituzione che sia, nei propri settori di competenza".  

La premiazione finale ha compreso anche dei premi alla memoria che nell’occasione sono stati due, ossia al Senatore Antonio Murmura il cui premio è stato ritirato dalla moglie e dalla figlia del compianto fondatore della Provincia di Vibo Valentia, ed al Prof. Nuccio Ordine con il giornalista Antonio Chieffallo che ha ritirato il riconoscimento per conto della sua famiglia, visto i loro stretti legami. L’evento è stato condotto da Massimo Mercuri e dal suo personale ringraziamento ai presenti descrivendo il premio come, “un qualcosa che ha inteso valorizzare ampiamente le nostre tradizioni”. Pino Campisi (segretario regionale UCID) ha dato la sua visione del premio il quale deve essere inteso come il mezzo più adatto per “entrare nel ‘cuore’ del territorio calabrese promuovendolo, creando comunità e relazioni con esso”. Campisi, ha poi sottolineato, come “gli Enotri, grazie alle eredità lasciateci, sono presenti fra noi, in particolare con le nostre produzioni identitarie”. 

Sulla stessa linea di pensiero e sull’importanza di “investire nella cultura" anche  Leopoldo Chieffallo (presidente di Lamezia Europa SPA): “Tutte le storie che ci riguardano contengono le radici della storia dell’Italia, pertanto è importante e fondamentale investire sul sapere, come lo è fermare la fuga dei ragazzi e dei giovani all’estero, un ulteriore danno che non possiamo permetterci". 

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I nomi dei premiati  

Giuseppe Zimbalatti - Magnifico Rettore Università Mediterranea di Reggio Calabria  

Danilo Franco – Scrittore – Ecomuseologo - esperto di archeologia industriale  

Giulio Rocca – Orafo artigiano  

Pietro Lo Preiato – Imprenditore  

Giuseppe Notaro – Imprenditore  

Stefania Mancuso – Docente IULM di Milano – Presidente Accademia Belle Arti di Catanzaro  

Desta Industrie Srl – Impresa  

Pippo Callipo – Imprenditore 

Matteo Pugliese – Imprenditore  

Simona Lo Bianco - Manager culturale - Direttrice “I Giganti della Sila”  

Luigi Boccuto – Docente Università di Clemson Sud Carolina ( USA )  

Elena Sodano – Direttrice Casa Paese di Cicala.  

Istituita poi una sezione del Premio nominata I T I (Interventi Territoriali Integrati) destinatio ai  Sindaci di Lamezia Terme – Curinga – Gizzeria – Falerna – Nocera Terinese, presenti all'evento. 

Tra premiati anche il giovane lametino Giulio Rocca

Fra le personalità insignite del Premio “Re Italo, terre degli Enotri” anche il giovane lametino Giulio Rocca, orafo appartenente ad una famiglia che pratica quest’arte da cinque generazioni, ovvero dal 1898, e che, come si legge in una nota, “è cresciuto letteralmente nel laboratorio di famiglia: fin da bambino il banco da orafo è stato il suo ambiente naturale, grazie all’influenza del padre che gli ha trasmesso i primi gesti e il rispetto profondo per l’artigianato e per la materia. Dopo gli studi al Liceo Classico, ha deciso di trasformare questa eredità familiare in una ricerca personale e contemporanea, scegliendo di studiare Jewelry Design presso lo IED – Istituto Europeo di Design di Roma, sotto la guida di Barbara Brocchi, figura di riferimento nel design del gioiello contemporaneo".

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"Durante gli studi - ricordano ancora - Giulio ha scelto di completare la propria formazione non solo nelle scuole, ma soprattutto nei laboratori artigiani, fra cui quello di di Glauco Cambi, orafo, scultore e artista romano noto per la sua ricerca sperimentale sui materiali e sulle forme. Un’altra esperienza significativa nei primi anni professionali è stata la progettazione di alcuni gioielli per Filippo Bertani Fürs, atelier romano di alta gioielleria dove Rocca incontra Lucia Silvestri, direttrice creativa di Bulgari, che lo incoraggia a candidarsi alla Bulgari Jewelry Academy, il programma di formazione della maison dedicato ai giovani talenti. Questo percorso lo porta a Catania, dove segue un programma formativo in collaborazione con l’Accademia Euromediterranea HARIM; parallelamente approfondisce la progettazione tridimensionale frequentando un corso di modellazione 3D con Rhinoceros presso il FabLab di Carmen Russo, ottenendo una certificazione ufficiale riconosciuta da McNeel. Quindi Rocca si trasferisce a Valenza, capitale mondiale dell’alta gioielleria, per completare la formazione presso la Bulgari Jewelry Academy direttamente negli stabilimenti della maison. Al termine della formazione Bulgari gli propone di entrare stabilmente in azienda come orafo. Dopo alcune valutazioni all’interno del gruppo LVMH, decide di intraprendere una nuova esperienza professionale in Svizzera. Si trasferisce così sul Lago di Zurigo, entrando in Meister, azienda svizzera di gioielleria e manifattura rinomata per la precisione tecnica e l’altissimo standard qualitativo. Dopo anni di esperienza internazionale tra Italia e Svizzera, Giulio decide di tornare alle proprie radici. Nel 2026 sceglie di prendere in mano l’attività della gioielleria di famiglia, portando con sé un bagaglio di esperienze che unisce tradizione artigianale italiana, alta gioielleria internazionale e precisione svizzera. Oggi il suo obiettivo è sviluppare una nuova visione della gioielleria contemporanea: una produzione che unisca la tradizione della Magna Grecia, il design contemporaneo e la sperimentazione sui materiali. Sentito il ringraziamento del giovane orafo nei confronti degli organizzatori del Premio, particolarmente di Pino Campisi, Segretario regionale UCID, per averne voluto premiare l’impegno, il talento, la volontà di restare a perpetuare una importante realtà lametina dell’oreficeria artigianale”.