
Lamezia Terme - 26 anni, un'esperienza televisiva importante e ancora tanto da dire al suo pubblico: Raffaele Renda, stella di Amici 20, il fortunato programma di Maria De Filippi che lo ha lanciato sulla scena nazionale nel 2021, è tornato quest'estate a esibirsi nella sua Sant' Eufemia, dove è stato da poco special guest degli Aroma Funky in un concerto presso piazza Italia. Ci racconta in un'intervista esclusiva il suo amore per la Calabria e per le sue radici, le sue passioni musicali e i progetti per un radioso futuro d'artista ancora tutto da vivere.
Cosa ha significato per te l'esperienza di Amici, e in cosa ti ha arricchito come persona e come artista?
"È stato un percorso di vita fortemente voluto, prima di entrare l’ho desiderato per anni ed ho provato di edizione in edizione a farne parte. Nel 2020 si è presentata l’occasione ed io l’ho presa subito al balzo. È stato un turbinio di emozioni, come stare sulle montagne russe. Quello che più mi ha fatto aprire gli occhi su questo mondo è la forte dedizione e il completo impegno di cui ha bisogno la musica, i tempi serrati e la disciplina del programma mi hanno formato ad una forma mentis più matura e solida".
Quanto sono importanti per te le tue radici, e quanto hanno inciso nel tuo stile musicale e nei tuoi testi?
"Essere calabrese è sempre stato un vanto. Il modo in cui inconsciamente pronuncio le parole dei testi che canto con l’incisività della nostra cadenza, fanno si che ogni brano che interpreto o scrivo, vengano vestiti di un sapore diverso o nuovo. Per non parlare del dialetto che per quanto possa essere per certi aspetti spigoloso è musica pura. Sono molto legato alle parole e alla loro musicalità".
Come definiresti la tua musica e da quali artisti ti senti maggiormente influenzato?
"Non mi piace dare etichette, mi lascio trasportare dalle sensazioni. Ho sperimentato tanto in questi anni di crescita artistica e sicuramente quando scrivo mi piace raccontare storie reali di emozioni e sensazioni passate sulla mia pelle. Non ho problemi a farmi vedere vulnerabile, penso sia la mia forza. Ho sempre avuto riferimenti artistici provenienti da oltre paese, ahimè ho sempre ascoltato poca musica italiana mentre mi perdevo nei dischi di Rihanna, Stivie Wonder, Chris Brown, Bruno Mars etc…Sono sempre stato attratto e lo sono adesso più che mai, dalla musica intesa come spettacolo, performativa e “acrobatica”".
Quali sono i tuoi progetti per il futuro e che messaggio vorresti dare a un giovane che oggi da questo territorio volesse affacciarsi nel mondo della musica?
"Nell’ultimo periodo ho scritto tanto e ho cercato di scavare più affondo per permettermi di evolvermi ed esprimermi attraverso nuovi sound. Nel futuro immediato, ho in programma di uscire con nuovi pezzi e lasciarmi trasportare dal momento. Ho grandi sogni, ma per me è necessario al momento condividere le esperienze e le ferite che ho accumulato negli anni di stasi. Il messaggio che mi sento di dare nel mio piccolo è di non porsi mai dei limiti, di ascoltare tanto, di essere curiosi sempre e cercare di rimanere fedeli a sé stessi senza avere per forza voglia di arrivare da qualche parte maniacalmente. Ponderate bene le scelte, guardatevi bene attorno e soprattutto cantate e suonate ovunque, questo mi ha fatto crescere tanto".
Giulia De Sensi
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