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Lamezia Terme – L’associazione No Profit Change Destiny propone una campagna informativa sui rischi del terremoto nel territorio lametino e lo fa, proprio in seguito al sisma che ha colpito la zona del Centro Italia. “All’indomani dei luttuosi eventi nell’Italia Centrale, - scrivono dall’associazione - abbiamo pensato che fosse opportuno testare la conoscenza dell’argomento e i risultati sono stati a dir poco devastanti! Le persone purtroppo non sanno come comportarsi in caso di evento tellurico e non saprebbero neanche dove andare. Inoltre, la maggior parte disconosce completamente la normativa antisismica e il ripristino di tanti fabbricati in città rappresenta un puro abbellimento e non è certo garanzia di sicurezza per chi vi abita. Sconcertati da una situazione che non può e non deve passare nel dimenticatoio, per poi in caso di tragica calamità giustificare il menefreghismo con la mancanza di fondi (che però si trovano per celebrazioni varie), abbiamo preparato un piano di comunicazione massiccia e capillare per raggiungere la popolazione lametina di ogni età, senza distinzione di razza, tenendo conto anche dei non vedenti e degli analfabeti (già, ci sono anche persone che non sanno leggere)”.

“L’associazione No Profit Change Destiny – si legge in una nota - è impegnata da tempo nel monitorare l’attività sismica sul territorio, tenendo conto che il lametino ricade nella cosiddetta Zona 1, ovvero quella a maggior rischio sismico, e della presenza del vulcano sottomarino Marsili”. L’associazione spiega di aver presentato il loro progetto in Giunta il 3 novembre scorso, di aver protocollato la richiesta il 7 novembre, mentre giovedì 10, hanno informato “il Consiglio Comunale e svariati Consiglieri di opposizione e non, affinché tutti siano messi a conoscenza della disinformazione che grava sui cittadini, che nella malaugurata ipotesi di terremoto di notevole entità ne faranno le spese”.

“La Campagna informativa proposta dalla Change Destiny – continua la nota - ha costi di modesta entità e si avvale di mezzi tradizionali e digitali: il materiale è già pronto per la stampa proprio per il carattere di urgenza dell’argomento. Riteniamo che corone funebri e lacrime (vere o presunte tali) – conclude - versate a profusione dopo, non abbiano senso se non si vuole fare niente prima”. 

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